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Il sogno del posto fisso. Boom di domande per insegnare agli alunni disabili: 5000 richieste per 370 posti

Un piccolo esercito di candidati che ha studiato faticosamente e ha speso fior di quattrini (circa 3000 euro) pur di partecipare alle preselezioni per accedere al corso di specializzazione. "Un dato esorbitante - per la Flc Cgil - l’insegnamento visto visto come l’ultima speranza per restare in una regione attanagliata dalla crisi occupazionale. Ma le prospettive di restare nella nostra regione non sono rosee".

Sarà perchè le possibilità di lavoro sono scarse. Oppure perchè il posto fisso è sempre un sogno, un ‘mito’, soprattutto per chi vive al Sud. Due situazioni che spiegano probabilmente perchè in Molise l’insegnamento nella scuola pubblica resta una delle occupazioni più ambite, soprattutto tra le donne, che così godere delle prerogative che spesso il privato non assicura.

Questo spiegherebbe il ‘boom’ delle preselezioni per accedere al corso di specializzazione che consente ai candidati di acquisire un titolo spendibile per l’insegnamento agli alunni diversamente abili. In gergo tecnico, si chiama Tfa sostegno. Le prove si svolgeranno a partire da lunedì 15 aprile, all’interno delle sedi dell’area del Campus universitario dell’Università degli studi del Molise.

Le operazioni dureranno due giorni: lunedì 15 verranno effettuati i test per la scuola dell’infanzia (dalle ore 8) e per la scuola primaria (dalle ore 14.30), mentre martedì 16 sarà la volta della secondaria di I grado (dalle ore 7.30) e di II grado (dalle ore 14.30).

In Molise sono arrivate oltre 5000 domande di partecipazione per soli 370 ruoli disponibili. In pratica, un solo ruolo ogni quattordici persone. Candidati disposti a studiare faticosamente e a spendere fior di quattrini (circa 3000 euro) pur di aggiudicarselo, anche nella consapevolezza che una volta entrati nella scuola l’insegnamento ai disabili richiede ancor più responsabilità e sensibilità.

Anche il sindacato Flc Cgil definisce il boom di domande “un dato esorbitante”. Nel dettaglio, c’è un “altissimo numero di domande pervenute per la secondaria di I e di II grado (medie e superiori, ndr), dove a fronte dei 200 posti complessivi disponibili, i candidati saranno più di 4000 (1332 per il I grado, 2701 per il II grado). Sempre alto, ma più contenuto il numero dei candidati per la scuola dell’infanzia (446 su 100 posti) e per quella primaria (573 su 100 posti)”.

E guarda caso la ‘corsa’ all’insegnamento si registra nelle regioni del Mezzogiorno. “L’Ateneo molisano risulta tra quelli più gettonati in Italia”, spiegano dalla Cgil. “Dai dati in nostro possesso, l’Unimol si colloca ad oggi dopo l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli (oltre 10 mila domande), l’ateneo di Cassino (oltre 7000), l’Università di Macerata (oltre 6000) e gli Atenei di Foggia (5400) e Bari (5200). Mancano ancora i dati degli atenei siciliani, dove comunque si paventano cifre da capogiro”.

Anche il sindacato fornisce una valutazione più ampia: “Sono tantissimi anche gli aspiranti docenti del luogo che, a dispetto di un’età non più giovanissima, vedono l’insegnamento come l’ultima speranza per restare in una regione attanagliata da una crisi occupazionale senza precedenti”.

Inoltre, centinaia di domande sono state presentate da fuori regione: in determinate occupazioni, il Molise resta il naturale ‘approdo’ per pugliesi e campani.

Ma non è così scontato che poi chi supera i test riuscirà ad ottenere la cattedra nelle scuole regionali: “Le prospettive di restare in Molise non sono rosee: ricordiamo che a fronte di circa 900 posti totali attivati sul sostegno nell’anno scolastico 2018/19 – ricorda il segretario Pino La Fratta – circa 700 sono già ricoperti in organico di diritto, mentre circa 200 sono assegnati annualmente tramite le cosiddette deroghe (ripartite tra assegnazioni provvisorie ed incarichi a supplenza). Chi riuscirà ad acquisire il titolo, avrà la priorità nelle nomine a supplenza sul sostegno e potrà partecipare ai futuri concorsi a tempo indeterminato messi a bando dal Ministero dell’Istruzione, che in ogni caso non copriranno tutti i posti disponibili.

Una prospettiva di precarietà che potrebbe quindi perdurare molti anni, a discapito delle aspettative dei docenti e della qualità della didattica in un settore così delicato, in cui sarebbe necessario assicurare la massima continuità”.

La Flc Cgil rilancia dunque il tema della stabilizzazione degli organici, in particolare sul sostegno, uno dei temi al centro della mobilitazione che porterà allo sciopero generale del settore il prossimo 17 maggio. “Non è più tempo di promesse elettorali e slogan, sono necessarie azioni concrete per porre fine a questa emergenza”.