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Il rischio del gioco illegale e i vantaggi della buona comunicazione

Meeting sulle politiche e gli studi di gambling. Al centro ancora l’Italia e il Decreto Dignità.

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Libertà di scelta oppure opportunità limitante? È questo il titolo, ed il quesito principale, su cui verte la dodicesima edizione dell’European Conference on Gambling Studies and Policy Issues che si è tenuta recentemente a Malta. Al centro del dibattito la nuova regolamentazione italiana sui giochi, il monitoraggio del suo andamento e l’analisi di possibili prospettive future.

Della questione si è occupato Emmanuele Cangianelli, esperto di politiche e management dei giochi pubblici, che ha descritto lo scenario nel quale potrebbe trovarsi l’Italia in seguito all’entrata in vigore del Decreto Dignità, la legge voluta dal Governo Conte e in particolar modo da Luigi Di Maio che vieta la pubblicità e le sponsorizzazioni del gioco con vincita in denaro.

I PROBLEMI DEL PASSATO

L’evento di Malta ha rappresentato l’occasione per aprire un tavolo di discussione e di confronto internazionale, ponendo al centro dei dibattiti la concezione della regolamentazione e distribuzione dei prodotti legati al gioco, finalizzata all’individuazione di specifiche soluzioni di prevenzione, efficaci e sistematiche.

Ciò che è emerso dalle prime analisi sul panorama attuale del gambling nostrano è che si rischia un ritorno all’illegale con conseguente perdita degli interventi di prevenzione e sicurezza messi in atto fino ad oggi. La situazione attuale, spiega Cangianelli, sarebbe frutto dei tentativi sterili di evoluzione delle regole di offerta, messi in pratica dal 2012 in poi sui casinò attivi in Italia. Una sterilità regolatoria che ha prodotto effetti pericolosi come la difformità delle limitazioni locali.

LE PROSPETTIVE FUTURE

La strada che segna l’esperto è quella della modifica dell’attuale regolamentazione. Nei prossimi mesi infatti, secondo le previsioni della legge 96/2018, si aprirà una nuova pagina che permetterà di revisionare il quadro generale dell’offerta. In questa fase potranno essere proposte e inserite modifiche, al fine di garantire nuova stabilità al gioco pubblico e di contrastare quello illegale.

Tra le formule proposte c’è, ad esempio, l’adozione definitiva della tessera sanitaria per il controllo dell’età, in modo da contrastare il gioco minorile, oppure la modifica dei parametri di gioco, quali tempo e spesa: la riduzione del costo partita e l’aumento della sua durata media possono infatti creare condizioni di gioco meno pericolose per i soggetti più predisposti. L’altra mossa da fare, secondo l’esperto, è riferita ad una maggiore qualificazione dei punti vendita e della specializzazione degli esercenti, migliorando così l’offerta in termini di prevenzione. Infine, si prospetta l’idea di creare una rete ramificata e riorganizzata in cui sia veramente possibile implementare il Registro nazionale di esclusione, strumento efficace per i giocatori dei casinò a rischio dipendenza, insieme a l’instaurarsi di una valida comunicazione sociale sugli approcci consapevoli e responsabili al gambling.

La comunicazione è un tema su cui si è dibattuto a lungo negli ultimi mesi, posta ancora al centro dei ragionamenti post Decreto Dignità. Un dialogo e un confronto efficace tra utenza e piattaforme permettono giusta informazione, corretta educazione e soprattutto maggiore capacità di autocontrollo. La sfida del futuro sarà anche questa. A Malta lo sanno, resta da vedere se la sfida verrà accolta anche in Italia.

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