Il Partito democratico in piazza per discutere coi cittadini di elezioni europee

Il Partito Democratico sarà in piazza domani per discutere coi cittadini di elezioni europee. Nella mattinata di domenica 7 aprile esponenti dei circoli e della segreteria di Federazione del Basso Molise, a cominciare dal segretario Oscar Scurti, saranno presenti a Termoli, in Piazza Monumento e a San Martino in Pensilis in Piazza Umberto I, per confrontarsi sui temi inerenti le prossime elezioni europee. “Saremo in piazza per illustrare il nostro programma e ribadire che l’Europa della tolleranza, delle libertà individuali, delle conquiste femminili, della cooperazione tra popoli è l’unico mondo possibile, da creare non attraverso non scontri diplomatici, ma attraverso una diplomazia degna della cultura e della storica politica italiane, per un nuovo Risorgimento”.

Secondo gli esponenti Pd della Federazione del Basso Molise “il sentore, per molti, soprattutto per i giovani, è quello di avere di fronte una competizione elettorale che coinvolga l’orticello dei partiti Italiani. Una gara che designi il partito più forte, più credibile, con più consensi. Noi crediamo ci sia molto di più in ballo. Quello che la Lega con la sua politica nazionalista fa intendere, e che del resto dalla sua fondazione persegue, con il piccolo dettaglio di aver sostituito due semplici termini, ovvero sostituito: “Roma ladrona” con “Germania ladrona”, e il “via i terroni” con il “via i migranti”, è che l’orgoglio di appartenere ad una regione italiana, come ad una nazione europea è necessariamente escludente di tutte le culture vicine, di tutto quelle culture cui il nostro paese ha attinto, in un gioco di interscambi, per fare in modo che il nostro Paese sia il magnifico paese che è. In ballo c’è il futuro del mondo intero.

L’Europa del Manifesto di Ventotene è stata concepita come l’Europa dei Popoli, ed attraverso la consapevolezza che i gruppi dirigenti degli stati membri, dirigenti politici, economici, culturali, hanno erroneamente creduto di trovarsi di fronte ad un’Europa formata, quando in realtà la strada da percorrere è ancora lunga per arrivare ad avere un forte e reale Stato Federale.

Il nostro continente “pre-unione”, il continente degli Stati Sovrani, ha fatto vivere i propri popoli in mille anni di guerra, che sono cessati con l’avvento dell’Unione, regalandoci 74 anni di pace e di prosperità. Chi vuole farci credere, con miti nostalgici, che il regredire al passato sia una soluzione, ponendo in primo piano i disagi, le brutture della società odierna, le attuali povertà, dimentica di sottolineare che tutto questo è nulla in confronto di ciò che i conflitti portano in seno ai paesi in cui si verificano.

Questo non è uno sminuire la critica situazione politica, economica e sociale cui l’Italia deve far fronte, ma significa dire che da soli non potremmo mai affrontare le sfide che il mondo moderno ci pone al prossimo orizzonte. Non potrebbe mai l’Italia come singola Nazione competere con il blocco politico economico occidentale formato da Stati Uniti e Canada, e quello orientale formato da Cina e India. L’Europa Unita, L’Europa dei popoli, l’Europa madre di tutta la cultura moderna, ha bisogno di essere vissuta, creduta e migliorata per continuare ad essere l’ombrello sotto il quale far crescere in un mondo pacifico, equo e solidale i nostri figli. In un mondo in cui vediamo ritornare fattivamente aneliti antidemocratici proprio alle porte di casa nostra, con Polonia ed Ungheria che hanno letteralmente perduto il concetto di politica democratica”.