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Essiccatoio all’avanguardia, prodotti di qualità, fatturato in crescita: La Molisana cala il tris vincente

Presentata una nuova macchina di sofisticata tecnologia per portare negli scaffali e sulle tavole una pasta che si adegua alle richieste dei consumatori di tutto il mondo. Il pastificio Ferro nel primo trimestre del 2019 ha registrato una crescita del 29 per cento e ambisce a chiudere l'anno con un fatturato di 150 milioni

Prima di tutto la qualità del prodotto. Perché “premia sempre”. E’ inevitabile. Asserto storico dell’azienda La Molisana che – dati alla mano – risulta efficiente ed efficace. All’osso: vincente.

Perché la qualità della pasta regionale ha favorito la vendita e il consumo del prodotto, ovunque nel mondo e un fatturato stimato per il 2019 in 150 milioni di euro. Per dirla con le percentuali il pastificio della famiglia Ferro è al +29 per cento della crescita. Non solo risorse economiche ma anche umane: dai 68 dipendenti iniziali siamo fermi ai 250 attuali.

Un’azienda che ha tutto da insegnare. In termini di attaccamento alla propria regione (nonostante difficoltà infrastrutturali che ne aumentano finanche i costi di investimento), al proprio Paese e all’emancipazione tecnologica. E di emancipazione tecnologica hanno parlato ieri i fratelli Ferro in una conferenza stampa alla presenza dell’ingegnere, cavaliere del lavoro, Enrico Fava. Sì, proprio lui. Uno dei capoti stipiti della famiglia Fava di Cento, azienda che si distingue nella produzione di macchinari utili a produrre pasta tra le eccellenze mondiali.

Una conferenza convocata per presentare alla stampa, e quindi ai consumatori, un nuovo essiccatoio pensato e strutturato con le più sofisticate abilità tecnologiche per garantire processi delicati di essiccazione che sostengono la qualità del grano, della farina, del prodotto finale.

la molisana

E con questo nuovo macchinario La Molisana si conferma all’avanguardia nel mondo perché consente di adeguare la pasta alle innumerevoli modalità di consumo nel mondo e finanche di raddoppiare la produzione.

Che significa tanto per un’industria – perché in termini di industria ha parlato pure l’ingegnere Fava – capace in breve tempo di conquistare il mercato estero e di diventare finanche leader in quello americano.

Investire in questo senso ha garantito alla famiglia Ferro di chiudere il primo trimestre del 2019 con la percentuale di crescita del 29 per cento e di ambire a chiudere l’anno con il fatturato da 150 milioni di euro.

E non mancano i riconoscimenti, almeno tre in trenta giorni. Tra questi il premio “Leonardo” assegnato ai Ferro dal presidente della Repubblica proprio per la loro capacità di portare il “made in Italy” nel mondo promuovendo il sistema Paese con spiccate (e invidiabili) doti di imprenditorialità, creatività, raffinatezza e cultura che si riflettono sulle tavole di chi mangia la pasta del Molise.

E anche “Il salvagente”, portale al servizio dei consumatori, ha assegnato all’azienda di via Colle delle Api una certificazione di qualità dopo averla “attenzionata” per un anno definendone principi, sapori e prerogative.

Per non parlare, infine, della pasta integrale. Scommessa partita in sordina e che oggi piazza La Molisana al secondo posto nel mondo.