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Dodi Battaglia di passaggio a Termoli: “Voglio fare un concerto qui. Tornare coi Pooh? Sarebbe bello”

L’ex componente dei Pooh è arrivato a Termoli, una città a lui cara in cui ha sempre sognato di esibirsi e dove Primonumero l’ha incontrato per parlare del tour, dell’album e dei suoi ex compagni sul palco

Donato Battaglia, in arte Dodi, ex componente del gruppo italiano Pooh, è arrivato a Termoli questa mattina, venerdì 26 aprile. La città bassomolisana, sfortunatamente, è solo una tappa di passaggio per lui che, questa sera, sarà alla festa di San Giorgio a Chieuti dove debutterà con il tour estivo: “Più di due ore di concerto e di spettacolo”, commenta.

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Il cantautore, chitarrista e compositore che ha fatto la storia della musica italiana, con brani che hanno accompagnato la vita di intere generazioni di adolescenti poi divenuti adulti, si è concesso ai microfoni di Primonumero.it, raccontando di quanto sia legato alla città e della canzone dedicata a Giorgio Faletti. Sebbene non sia mai riuscito ad esibirsi a Termoli, Dodi ha ammesso che gli piacerebbe molto “anche perché non sono riuscito ancora a farmi accompagnare alle Isole Tremiti”, ha dichiarato tra un sorriso ed un altro.

Il legame fra lui e Termoli è molto forte: qui abita il suo agente, ha stretto legami d’amicizia profondi, molti ragazzi del suo gruppo sono di queste parti. “È un territorio amico”, conferma prima di lanciare un messaggio alla prossima amministrazione che sarà eletta “mi piacerebbe fare un concerto a Termoli, sarebbe bellissimo”.

Dodi è un camaleonte che riesce ad immedesimarsi al massimo in ogni occasione, riuscendo a trasmettere la sua passione per la musica con una facilità estrema. E così, tra un sorriso, una battuta ed i saluti ai tanti che lo hanno riconosciuto, tra l’incredulità generale nel vedere un grande nome della musica passeggiare per le strade cittadine, racconta le sue ultime canzoni ed il legame, tuttora fortissimo, con Giorgio Faletti, lo scrittore, attore, comico, cantautore e cabarettista scomparso il 4 luglio 2014: “Si intitola ‘Un’anima’ ed è realizzata su uno spunto di Giorgio Faletti – ammette con una certa emozione – Un giorno ho chiesto a sua moglie se avesse, in qualche cassetto, un brano forte come lo è stato ‘Minchia signor tenente’, lei mi ha inviato questo brano, incompleto ma ben delineato e l’ho terminato per inserirlo nel disco, realizzato dal vivo e registrato un paio di mesi fa a Roma”.

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L’album è composto da 38 brani, in un duplice cd, contenente canzoni “di grande successo dei Pooh ma non così popolari”. E su un’ipotetica e futura reunion della band, Dodi ammette: “Chi può dirlo, dico sempre che sarebbe una cosa bella, l’unica mia pregiudiziale è che gran parte del ricavato venga dato in beneficenza, per rispetto nei confronti di tutte le persone che ci hanno dato così tanto nella vita ed è giusto che un po’ di fortuna vada anche a chi ne ha avuta meno”.

Disponibilissimo, non lesina di ricambiare sorrisi, strette di mano ed un ciao a chi lo incontra per strada: in abiti sportivi, jeans e giacca abbinati, occhiali da sole aviator, maglietta nera con la stilizzazione dell’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci che suona la chitarra e cappellino in testa è quasi irriconoscibile, ma la sua risata contagia tutti mentre gli auguriamo un ‘in bocca al lupo’ e ci saluta, sperando di vederlo presto sul palco termolese.