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Di nuovo nei guai l’ex dirigente della Regione: accusato con un concessionario di aver truffato un anziano povero in canna

Elvio Carugno, oggi 71enne, ex responsabile dell’assessorato alle Attività produttive della Regione Molise, ha scontato già anni di carcere e arresti domiciliari per la sottrazione dalle casse pubbliche di 4 milioni di euro. Ora è stato raggiunto dall’avviso di conclusione indagini con un concessionario d'auto che lavora a Termoli: i due avrebbero falsificato i documenti di un anziano indigente facendogli acquistare a sua insaputa un’auto rivenduta a un foggiano.

La ricostruzione della Digos è questa: un pensionato di 71 anni e un concessionario d’auto di 42 anni hanno falsificato i documenti di un anziano indigente acquistando tramite società finanziaria un’auto a suo nome, che si è ritrovato sul groppone un mutuo mensile che non può pagare. La vettura è stata poi rivenduta dai due a un automobilista foggiano che non sapeva nulla della truffa.

Truffa scoperta dalle indagini avviate mesi fa dalla Digos coordinata dal  commissario Di Pasquale e ora approdata alla fase degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. La Polizia ha denunciato all’ Autorità Giudiziaria Elvio Carugno e A.P., 42 anni, per i reati, continuati e in concorso, di tentata truffa, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, sostituzione di persona, circonvenzione di persone incapaci.

Elvio Carugno è un nome noto alle cronache molisane. Oggi ha 71 anni. Era stato arrestato nel 2011 e poi ancora nel 2012, quando era direttore dello Sprint Molise e, secondo gli inquirenti che lo hanno mandato a processo (dove è stato condannato) si è reso responsabile in diverse occasioni di peculato continuato e aggravato. Complessivamente, secondo l’accusa, Carugno è stato capace di far finire nelle proprie tasche e sui propri conti, sottraendoli a quelle della Regione che era il suo “datore di lavoro”, circa 3 milioni e 891mila euro. Quasi 4 milioni di euro, soldi che stando a una sentenza della Corte dei Conti dovrà restituire alle finanze pubbliche.

Nel frattempo, uscito dal carcere e alla fine di un periodo trascorso ai domiciliari a Colletorto, il suo Comune, Elvio Carugno ha messo in atto quella che gli uomini della Digos definiscono un progetto di truffa in concorso.

“Il 71enne – ex funzionario regionale già tratto in arresto alcuni anni fa da personale del medesimo Ufficio di Polizia – aveva escogitato, unitamente al titolare di una concessionaria di Termoli, una vera e propria truffa in danno di una società finanziaria di questa provincia, finalizzata all’acquisto di un’automobile, poi rivenduta ad un ignaro acquirente della provincia di Foggia”. I due, approfittando della buona fede e della fragilità emotiva di una persona anziana che vive in un paesino vicino Termoli e che Carugno conosce bene da molto tempo, un uomo che versa in grave stato di indigenza, “riuscivano a falsificarne i documenti di identità – continua la Digos – e, sostituendosi all’anziano, acquistavano a suo nome un’utilitaria mediante finanziamento, tentando così di frodare la società finanziaria che ha erogato il prestito”.

L’intervento degli agenti di polizia ha consentito di scongiurare la truffa, sia ai danni della finanziaria che della persona anziana. I due invece, sia il concessionario (che non è originario di Termoli ma che a Termoli lavora da anni e ha altri precedenti penali) che l’ex dirigente regionale, molto probabilmente dovranno comparire a breve davanti al Gup per l’udienza preliminare.

La vicenda giudiziaria di Carugno era cominciata  il 4 aprile del 2011, quando il Gico della Guardia di Finanza lo aveva arrestato scoprendo un complesso e oscuro giro di affari. Carugno infatti utilizzava per scopi privati i fondi pubblici che era chiamato ad amministratore in qualità di alto funzionario della regione Molise. Gli erano stati contestati trasferimenti di denaro in Venezuela, acquisti di vestiti e gioielli, regali di lusso, viaggi all’estero, pranzi e cene nei ristoranti con i soldi dei contribuenti molisani. Nel maggio del 2012 un secondo arresto con accuse molto simili. In quel frangente gli inquirenti scoprirono prelievi e bonifici sospetti per circa un milione di euro.