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Debutta l’avvocato del centrodestra: “Città spenta, c’è bisogno di rinnovamento”. A sostenerla vecchi volti del Comune fotogallery

Dovrebbero essere almeno cinque le liste a sostegno di Maria Domenica D'Alessandro, l'aspirante sindaco leghista che per ora sarà appoggiata dai quattro dei partiti del centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Popolari) e da una lista civica. Alla conferenza stampa di presentazione numerosi ex esponenti della maggioranza targata Gino Di Bartolomeo.

Forse non sarà la grossa armata che ci si aspettava, ma un po’ più ridimensionata. Cinque liste, quattro dei partiti del centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Popolari) e una lista civica. A guidare le truppe a trazione leghista (nella spartizione di Arcore Matteo Salvini in persona ha ‘messo il cappello’ su Campobasso) non sarà il professore Alberto Tramontano, ma una esponente della società civile: Maria Domenica D’Alessandro, avvocato e direttore della Scuola forense del Molise, una candidata ‘benedetta’ da Matteo Salvini in persona. Questa mattina – 23 aprile – dopo giorni di trattative e l’intesa sancita Sabato santo, il debutto davanti alla stampa e ai sostenitori della coalizione del legale di 57 anni che si candida a governare il capoluogo molisano.

Nel parterre i coordinatori e i rappresentanti dei partiti: Annaelsa Tartaglione (Forza Italia), Luigi Mazzuto (Lega), il governatore Donato Toma, Vincenzo Cotugno (Orgoglio Molise), Mimmo Izzi (Udc). Grande assente Vincenzo Niro (Popolari), ma solo per impegni personali. E poi i principali esponenti del Carroccio campobassano: Alberto Tramontano (colui che ha permesso l’unità del centrodestra col famoso “passo di lato”), Alessandro Pascale, Luigi Petrone, coordinatore di Isernia e candidato alle Europee del 26 maggio. Ci sono anche l’ex presidente della Provincia Rosario De Matteis e Carlo Perrella, il figlio di Angela Fusco Perrella, prossimo al passaggio nella Lega.

Mazzuto Toma Cotugno

E ancora, molti volti della ex maggioranza guidata da Gino Di Bartolomeo, l’unico sindaco di centrodestra degli ultimi venti anni: Nicola Cefaratti, Nicola Gesualdo, Giuseppe Cimino, Maurizio Tiberio. Presente anche l’ex presidente della Sea Stefano Sabatini, nominato a guida della società che si occupa della spazzatura e dello sgombero neve dal sindaco Pd Antonio Battista.

Una squadra tutta ‘testosterone’, ma guidata da Maria Domenica D’Alessandro. E’ da sola al tavolo della conferenza. “Questa candidatura nasce dal bisogno di rinnovamento”, dice. In particolare, “vogliamo riavvicinare i giovani alla politica”. Parla dei problemi della città capoluogo: l’emergenza povertà, il lavoro, la piaga della droga, attenzione ai giovani e al sociale. Spiega perchè ha deciso di accettare la proposta di Luigi Mazzuto di candidarsi: “Sono in campo perchè questa città ha bisogno di un rilancio e di un rinnovamento. Tutta la coalizione di centrodestra si unisce attorno a questo progetto. La città deve essere più vivibile e più competitiva, deve riappropriarsi del suo orgoglio e della sua identità. Campobasso è rimasta ferma per troppo tempo”.

L’avvocato che nel 2018 era candidata alle Politiche con Fratelli d’Italia sottolinea che proporrà “soluzioni non promesse” per Campobasso concentrando in pochi minuti i primi ‘flash’ del suo programma elettorale che “costruiremo assieme ai cittadini”. “Bisogna supportare i giovani con una lotta senza quartiere contro la droga: se sarò sindaco, stipuleremo un protocollo d’intesa con le forze dell’ordine per realizzare presidi di polizia davanti alle scuole”.

La sua amministrazione sarà ovviamente in discontinuità con quella targata Antonio Battista perchè “non si può ridare decoro alla città solo un mese prima delle elezioni”, dice con voce stentorea. In ritardo pure l’azione di messa in sicurezza delle scuole del capoluogo (“come si fa a dire che i problemi sono stati risolti?”). Il suo governo darà attenzione al centro storico e alle contrade e renderà più efficiente la macchina amministrativa di palazzo San Giorgio. “Campobasso è una città spenta, c’è degrado”.

Un pensiero poi ad Alberto Tramontano: “Ho grande stima di lui, ho apprezzato il suo passo di lato perchè è servito per trovare una intesa col resto della coalizione”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il governatore Donato Toma: “Grazie, Alberto: sei un vero uomo di centrodestra. Chi rema per la coalizione, dice: ‘Se non sono io, lavoriamo insieme'”. E su Maria Domenica dice: “Sono orgoglioso della scelta che ha fatto il centrodestra. Non è una mia scelta, nel senso che in questa fase ho fatto solo da mediatore. Il centrodestra si candida per vincere e cambiare la città di Campobasso. Abbiamo già dimostrato cosa possiamo fare se la coalizione è unita”. 

Dal punto di vista politico, sta andando avanti la trattativa con i movimenti che avevano partecipato a marzo ai tavoli del centrodestra: finora hanno battuto in ritirata ‘Campobasso del futuro’ e ‘Campobasso al centro’ (pare per la mancata condivisione della candidatura di Maria Domenica D’Alessandro, forse avrebbero preferito l’imprenditore Corrado Di Niro), nè ci sarà la lista ‘Prima il Molise’ di Aida Romagnuolo e Filomena Calenda nè Democrazia Popolare. “Stiamo cercando di vedere se ci sono altre possibili alleanze”, taglia corto l’aspirante primo cittadino.

Maria Domenica D'Alessandro

Infine, si concede ai microfoni dei giornalisti Alberto Tramontano, colui che ha dovuto cedere il passo all’avvocato. Sarà capolista della Lega. “Sono felice perchè abbiamo anteposto gli interessi della città ad una mia legittima aspirazione personale – dice il professore – la vita più che la politica mi ha insegnato che si deve ripartire se si è onesti e competenti. Quindi, disintossicati dai veleni che hanno accompagnato questa fase, dobbiamo essere uniti nell’unico interesse di Campobasso, dei campobassani e di chi arranca”.