Condotta idrica ko: quarto giorno senza acqua, paese in ginocchio. Sindaco scrive al Prefetto

A causa di alcuni guasti alla rete idrica i rubinetti del comune sono di nuovo a secco. Il sindaco Primiani ha deciso di scrivere al Prefetto ed alla Regione Molise per incalzare i due enti a trovare una soluzione definitiva e per avere una risposta circa il completamento dell’acquedotto molisano destro

Immaginate di rientrare a casa dopo una giornata estenuante di lavoro e di voler fare una doccia calda dopo esservi bagnati sotto la pioggia, o di avere la necessità di fare un bagnetto a vostro figlio dopo il cambio pannolino. Andate in bagno, aprite il rubinetto dell’acqua e non esce nulla, nemmeno una singola goccia. Provate a pensare di vivere così da quasi cento ore, ostaggio dell’impossibilità di lavarvi, usare l’acqua corrente per sciacquare il cibo o semplicemente andare in bagno senza poter scaricare lo sciacquone: è quanto sta accadendo in un paese molisano, di origini arbëreshë, che conta circa 2mila 700 abitanti.

Ad Ururi i rubinetti sono ancora a secco: è il quarto giorno che residenti ed attività commerciali non possono usufruire di un servizio pubblico ed indispensabile a causa “di riparazioni temporanee comunicate con brevissimo anticipo”. La denuncia arriva direttamente dal primo cittadino Raffaele Primiani che, esasperato dall’incertezza e dai continui disagi che il comune subisce, ha deciso di scrivere agli enti regionali per cercare di mettere la parola fine ad una situazione che lascia un intero paese in balia della crisi idrica.

“Questa mattina, con effetto immediato – scrive il sindaco – Ho inviato una missiva alla Prefetto di Campobasso, al Presidente della Regione Molise, al Presidente di Molise Acque e al Direttore Generale dell’ASReM, per denunciare le criticità in riferimento alla fornitura idrica nel nostro Comune. Un’azione dovuta nel rispetto totale dei cittadini e delle attività commerciali già fortemente provate”. A soffrire dell’impossibilità di utilizzare l’acqua non sono solo i residenti, ma anche le attività commerciali, il plesso scolastico e la casa di riposo per gli anziani.

Secondo quanto appreso dalla lettera che il primo cittadino ha inviato, durante la domenica delle Palme (14 aprile ndr), si è registrata, a causa di tale sospensione, “una forte criticità che ha messo a dura prova i cittadini che non hanno potuto usufruire dei normali servizi igienico-sanitari”. Oltre al danno, economico e morale, anche la beffa: alcune attività commerciali, come ad esempio i bar o i saloni di parrucchiera che necessitano, più di altri, di acqua corrente, hanno dovuto chiudere i battenti con una perdita di denaro non indifferente.

Se, fino a qualche tempo fa, il problema era prescritto a qualche ora, da quattro giorni sembra persistere ininterrottamente e senza una parvenza di soluzione: “Siamo costretti a ricevere a qualsiasi ora – si legge nella missiva- Le segnalazioni da parte dei nostri cittadini di continue rotture della rete idrica, persino in prossimità di riparazioni già effettuate, con ingenti perdite di acqua che in questo periodo storico rappresentano un totale spreco e mancanza di rispetto nei confronti di risorse per noi vitali”.

Eppure una soluzione all’annoso problema dell’approvvigionamento idrico, che non colpisce solo il comune di Ururi ma numerose città più o meno popolose della regione, ci sarebbe: basterebbe concludere l’acquedotto molisano centrale, opera annunciata da anni – ed a più riprese dalle varie amministrazioni regionali che si sono susseguite – ma che non è stata ancora terminata. “Ho chiesto un’accelerazione dei lavori per garantire la fornitura di acqua proveniente dall’acquedotto molisano destro – conclude il sindaco Primiani – Un’opera questa che può mettere fine a questa crisi idrica nel nostro Comune, ma che allo stato attuale rappresenta ancora un’illusione intollerabile per la nostra comunità”.

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