Comune, “fiducia finita”. Scatta l’epurazione: via i 4 ‘traditori’ candidati nel centrodestra

Oltre a De Bernardo e Sabusco, il primo cittadino ha provveduto anche a rimuovere le deleghe ai consiglieri Maroncelli (contrade) e Molinari (verde pubblico). "Ho adottato i provvedimenti consequenziali perchè è venuto meno il rapporto di fiducia anche per effetto di quel documento che abbiamo firmato", le parole di Battista. Primonumero pubblica in esclusiva il famoso 'verbalino' sottoscritto dagli assessori.

Pugno duro, durissimo. Non solo gli assessori fuori dalla giunta comunale, il sindaco ha deciso di togliere le deleghe anche ai consiglieri che hanno deciso di candidarsi con il centrodestra alle Amministrative del 26 maggio.

Francesco De Bernardo, Massimo Sabusco, Antonio Molinari e Gianluca Maroncelli: ecco i quattro inquilini di palazzo San Giorgio nei confronti dei quali è scattata l’epurazione decisa dopo la consegna delle liste che parteciperanno alla competizione elettorale. Il ‘tradimento’ è diventato chiaro dalla lettura degli elenchi: il titolare della mobilità e della Polizia Municipale, eletto nel 2014 con l’Italia dei Valori, è candidato con i Popolari per l’Italia, mentre il collega del Bilancio con ‘E’ ora’, stessa lista che ha accolto Gianluca Maroncelli, consigliere delegato alle contrade. Dal Pd è finito nei Popolari pure Antonio Molinari.

Al termine di una mattinata convulsa, alle 13.30, il primo cittadino ha convocato una riunione di giunta alla quale – ovviamente – non hanno partecipato gli assessori transfughi che avevano inviato due sms con cui informavano di aver inviato una pec per rassegnare le dimissioni dal loro incarico. La ‘novità’ è stata comunicata sabato mattina da De Bernardo, nel pomeriggio (intorno alle 14) ha provveduto in tal senso anche Sabusco. Dimissioni comunque tardive. E poi entrambi avevano firmato il documento di fedeltà a Battista che Primonumero pubblica in esclusiva.

documento di fedeltà Comune Campobasso

C’è stata la presa d’atto e ho adottato i provvedimenti consequenziali perchè è venuto meno il rapporto di fiducia anche per effetto di quel documento che abbiamo firmato”, le parole che Battista ha rilasciato a Primonumero. Il riferimento è al documento di fedeltà che Battista chiese ai suoi assessori di sottoscrivere all’indomani dell’azzeramento dell’esecutivo. Era la fine di dicembre e le prime indiscrezioni che circolavano negli ambienti politici già lasciavano intuire quello che poi è avvenuto in questi giorni.

Il sindaco aveva voluto ‘blindare’ almeno i componenti del suo governo quando lo scorso gennaio li ha posti davanti ad un aut aut: “O firmate il ‘verbalino’ o siete fuori”. L’unico a mollare fu Salvatore Colagiovanni. Invece in calce al documento avevano posto la loro firma sia de Bernardo che Sabusco. Gli stessi che hanno rotto il ‘patto di fedeltà’ quattro mesi dopo accettando la candidatura col centrodestra e rendendo ancora più ‘tribolato’ il fine settimana. Nell’ultimo giorno utile per la presentazione delle liste, nei corridoi di palazzo San Giorgio c’è chi parlava di “mancata lealtà”, “vergogna” e di “comportamenti da sciacallo”. Accuse rivolte agli undici esponenti della maggioranza di centrosinistra candidati nelle liste del centrodestra. 

collage traditori Comune Campobasso

“Concludiamo la legislatura con sette assessori e credo che siamo la prima giunta in Italia nella quale le donne sono prevalenti”, la chiosa finale del primo cittadino che nel 2014 non accettò nella sua coalizione chi aveva fatto parte del governo Di Bartolomeo, come l’ex assessore Nicola Cefaratti. Le uniche eccezioni furono Giovanni Di Giorgio e Pasquale Colarusso, ex esponenti dell’esecutivo di centrodestra ma ‘epurati’ due anni prima dall’ex sindaco.

Battista ha deciso di non fermarsi qui e di ritirare le deleghe anche ai consiglieri: aveva assegnato il ‘verde pubblico’ a Molinari e le ‘contrade’ a Maroncelli. Tabula rasa, quindi, per quanto possibile con una coalizione sbrindellata e piena di ‘traditori’. Sono passati con il centrodestra anche Antonio Di Renzo (ex Idv, ora Popolari), Francesco Sanginario (ex Pd, oggi Popolari per l’Italia), Federico Sarli (Popolari per l’Italia alleato però col centrosinistra alle scorse comunali del 2014), Pietro Montanaro (dall’Udc ai Popolari), Elio Madonna (ex Centro democratico oggi Fratelli d’Italia), Antonio Columbro tornato al centrodestra dopo una parentesi con l’Idv.