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Comunali, si scommette sul Battista bis: dopo Termoli anche a Campobasso il Pd riconferma il sindaco uscente

A Termoli Angelo Sbrocca, a Campobasso Antonio Battista. Naufragata l'intesa con 'Io Amo Campobasso', il Pd è pronto a ricandidare il primo cittadino uscente: la decisione, in sintonia con la volontà del segretario Vittorino Facciolla, è stata confermata dal circolo cittadino. Antonio Battista avrebbe l'appoggio degli altri partiti della sinistra: Leu, Idv, socialisti e comunisti.

Il Pd sceglie la continuità e riconferma a Termoli Angelo Sbrocca e a Campobasso Antonio Battista. Sarà lui il candidato sindaco alle Amministrative del capoluogo di Regione il 26 maggio: la decisione è stata presa dal circolo cittadino di Campobasso, in riunione nel pomeriggio di martedì, dopo una fase travagliata e tentativi di allargare il più possibile l’alleanza fra le varie correnti collegabili, a vario titolo, al centrosinistra.

“La coalizione di centro sinistra composta da Partito Democratico, Socialisti, Articolo 1 mdp, + Europa, Centro Democratico, IDV e Federazione dei Comunisti, rinnova la propria fiducia ad Antonio Battista come candidato sindaco per la Città di Campobasso” si legge nella nota stampa inviata in serata. 

“L’ampia unità e le nuove priorità programmatiche condivise, consentiranno di completare il percorso avviato con rinnovato slancio”.

Una ‘investitura’ , quella di Battista,  per la quale si era espresso sin dall’inizio anche il segretario regionale dei dem, Vittorino Facciolla, all’indomani delle primarie dello scorso marzo. “A meno che non ci siano situazioni oggettive di impedimento – più o meno queste le sue parole – bisogna ripartire dagli uscenti sia a Campobasso che a Termoli”. Come dire: diteci che errori hanno commesso Angelo Sbrocca e Antonio Battista, in cosa hanno mancato e dove si sono rivelati sbagliati, e vediamo. E poichè non sono emersi impedimenti “oggettivi”, la situazione è rientrata in quello che fin dall’inizio era pronosticabile: entrambi i primi cittadini invitati alla prova bis della legislatura.

 

La partita si è conclusa più facilmente in riva all’Adriatico dove Angelo Sbrocca – che ha valutato con attenzione se accettare o meno propendendo infine per il sì – può contare sul sostegno di sei liste. Più complicato invece il percorso nel capoluogo molisano, dove il Pd ha tentato l’intesa con alcuni movimenti – Io Amo Campobasso e Italia in Comune – che avevano chiesto discontinuità e posto il veto su Battista. Un veto che, per la verità, il segretario del principale partito di coalizione – di recente in risalita pure nei sondaggi – Vittorino Facciolla non poteva accettare solo per logiche di discontinuità. Il ragionamento di base: “Se uno ha fatto bene, come si può porre alla base del confronto la discontinuità?”

Una volta naufragate le trattative con le civiche e accantonata l’idea di organizzare le primarie (inizialmente previste il 7 aprile, al massimo il 14), i democratici hanno scelto di puntare su colui che ha guidato il Municipio negli ultimi cinque anni.

La coalizione a sostegno del sindaco uscente conterebbe su tre liste almeno. Con possibilità di allargarsi anche a qualche altro movimento civico, perchè fino alla fine – e fino all’ultimo giorno – è impossibile avere una fotografia esatta dello scenario con cui si andrà al voto il prossimo 26 maggio.

La serata di dialogo dunque in casa Pd si conclude con la riconferma di Antonio Battista, che non ha mai celato l’intenzione di riprovarci e sfidare centrodestra e Movimento 5 stelle per mantenere la fascia tricolore. Tanto più con la consapevolezza che difficilmente uno dei candidati si aggiudicherà lo scranno più alto di palazzo di Città al primo turno. E con la convinzione che il ballottaggio è una partita radicalmente diversa e rimette in discussione tutto.

Dunque le caselle sulla scacchiera del centrosinistra hanno due nomi, praticamente certi: Antonio Battista e Angelo Sbrocca.