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Comunali sotto ‘minaccia’ di un esercito di candidati. Tanti aspiranti sindaco: il ballottaggio è quasi una certezza

Decine di aspiranti alla fascia tricolore e una infinità di nomi nelle liste a sostegno dei candidati sindaci dei due centri principali della regione, Campobasso e Termoli, rendono il ballottaggio una opzione scontata. La campagna elettorale potrebbe durare molto più a lungo del previsto.

Quattro, forse cinque candidati sindaci a Campobasso. Cinque, ma anche sei, a Termoli: è un quadro fortemente frammentato quello che si prospetta per le elezioni comunali del 26 maggio nei due principali centri della regione interessati dal voto amministrativo.

Gli schieramenti sono spaccati, anzi, spaccatissimi. E se fino al giorno della presentazione di liste e simboli in tribunale (26 e 27 aprile) la partita non può dirsi conclusa, si ragiona per eccesso e non per difetto.

Insomma, c’è il rischio reale che ad ambire alla fascia tricolore saranno anche più dei nomi già ufficializzati (al 99 per cento). Questo porta dritti dritti a ipotizzare il ballottaggio. Ipotesi scontata, secondo alcuni, che riaprirà tavoli, trattative e accordi più o meno segreti il giorno successivo alle elezioni comunali di maggio. Sarà una campagna elettorale più lunga del previsto, di questo sono convinti tutti gli osservatori politici. E il ballottaggio, cioè il secondo turno fra i due candidati alla fascia tricolore che avranno riportato il maggior numero di voti, è una ipotesi praticamente scontata. Che potrebbe riservare sorprese finali e alleanze imprevedibili. Gli osservatori, alla luce anche delle statistiche politiche, pronti a scommettere che con almeno 5 candidati in corsa sia a Termoli che a Campobasso nessuno al primo turno potrà superare la fatidica e necessaria soglia del 50 per cento delle preferenze.

Partiamo dal capoluogo dove si apprestano a presentare il loro candidato, anzi, la loro candidata, quelli di Io Amo Campobasso.

Dopo la fallita trattativa col Pd e il resto del centrosinistra (oltre ai dem hanno rinnovato la fiducia al sindaco uscente Antonio Battista anche Socialisti, Articolo 1 mdp, + Europa, Centro Democratico, Idv e Federazione dei Comunisti), il direttivo del movimento di opinione ha convocato i 600 e più sottoscrittori del manifesto per sabato 13 aprile alle ore 15 all’hotel San Giorgio. Qui verrà annunciato il nome della loro candidata e anche la lista – forse le liste – a suo sostegno.

Si attende la giornata di domani, invece, per sapere se il consigliere comunale Roberto Gravina, attuale portavoce in Municipio del Movimento 5 Stelle e candidato a sindaco, potrà contare sull’appoggio di qualche lista civica oltre a quella, già formalizzata, targata M5S.

Trattative ferme nel centrodestra almeno fino a venerdì quando il governatore Donato Toma tornerà da Bruxelles per tentare un’ultima volta di ricomporre il quadro. La coalizione è attualmente divisa con Alberto Tramontano (appoggiato da Lega, Fdi e Fi) da una parte e Corrado Di Niro (Popolari, Udc e civiche) dall’altra.

Scenario di grosse divisioni anche sulla costa con l’uscente primo cittadino Angelo Sbrocca che dovrebbe essere il candidato del centrosinistra (ancora non è ufficiale) e l’ingegnere Francesco Roberti per il centrodestra. Poi ci sono il grillino Nick Di Michele (anche lui in attesa dell’ok nazionale su eventuali alleanze civiche), il presidente del comitato dell’ospedale San Timoteo Nicola Felice e il disponibilissimo Remo di Giandomenico.

Numeri belli alti, insomma, da sommare a quell’esercito di candidati che accompagnerà gli appetiti o, se vogliamo, le ambizioni degli aspiranti sindaci. Ambizioni legittime, per carità, come lo è pure il desiderio di tanti di mettersi al servizio della loro città. Meno accettabile, forse, è la voglia di protagonismo o, peggio ancora, la necessità di presentarsi per riempire la lista, per fare numero, per restituire il favore a chi, non è raro, un favore te lo ha già fatto (e magari lo paga pure coi soldi pubblici).

Che le elezioni comunali siano anche elezioni familiari o clientelari non è un segreto. Ed è qui che il voto di opinione conta. Quello di coscienza, contro mostri come astensionismo e voto di scambio.