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Cocaina, fermati una 13enne e due ragazzi di 16 anni. Allarme per i baby-consumatori

Molti ragazzi la fumano: e dopo il caso della ragazzina trovata positiva alla polvere bianca, sono stati fermati altri due quindicenni di Campobasso con addosso un grammo di coca. Portati in questura sono stati segnalati alla procura minorile

“Ne parlano tutti bene”, “la cocaina ti rende superiore”, “ogni tanto la uso con gli amici per vincere la timidezza”, “quando la consumo mi sento invincibile”.  Così parlano i baby-consumatori, giustificando l’uso che fanno della cocaina. Adolescenti sotto i 18 anni. Per lo più consumatori di coca fumata, sotto forma di crack, inalata con bottiglie e cannucce. A volte lo fanno in gruppo, come rituale. E chi partecipa finanzia l’acquisto versando una quota. Con i soldi della paghetta dei genitori, spesso rubando in casa o con piccoli espedienti.

L’emergenza droga che preoccupa la provincia di Campobasso più l’ approfondisci e più viene fuori in tutta la sua inclemenza. Perché la criticità emergente è quella che riguarda i giovanissimi che se frequentemente vengono segnalati più volte per cannabis, ora invece a tredici anni si ritrovano ad essere già positivi all’uso di cocaina.

E’ accaduto ad una adolescente di Campobasso, fermata dalla polizia e portata in Questura assieme ai genitori. Ma poche ore dopo è accaduto di nuovo: un’altra coppia di ragazzi, soltanto due anni più grandi, con addosso un grammo di cocaina.  

Degli episodi si sta occupando la squadra mobile di Campobasso.

Per ora tre minorenni segnalati nel giro di poche ore agli uffici “Not” della prefettura, il nucleo operativo tossicodipendenze che tratta i procedimenti amministrativi a carico delle persone fermate dalle forze dell’ordine nei controlli routine, e trovate in possesso di stupefacenti per uso personale. E poi l’avvio della pratiche alla procura minorile per “salvarli”. Pere affidarli a chi con l’aiuto di psicologi e assistenti sociali li segue assieme alle famiglie per tirarli indietro dalla strada sbagliata intrapresa.

Aumenta il consumo di sostanze stupefacenti, quello di cocaina fa paura, e si abbassa l’età. Troppo. Oltre ogni previsione.

Non più solo i cannabinoidi, dunque, tra gli stupefacenti in voga tra i minori.

La cocaina assunta tra i 15 e i 21 anni rischia seriamente di compromettere le funzioni cerebrali, ancora in fase di sviluppo in quella fascia di età. E poi – lo ha detto fino all’esasperazione i dottore Scioli del  SerD – la cocaina fumata sviluppa una fortissima dipendenza. Più se ne consuma e più si ha voglia. Dà un piacere intenso, ma gli effetti sono devastanti. A lungo andare si sviluppano forme incontrollabili di impulsività.

Il procedimento amministrativo, istruito dalla Prefettura dopo la segnalazione, differisce a seconda dei casi: può essere archiviato con un invito a non fare più uso di droga, proseguire con la proposta di affidamento volontario o sfociare in sanzioni. Per i minorenni la sfida è più difficile. Perché non si aprono facilmente al dialogo ed è proprio questo lo scoglio più grande che incontra anche la Polizia quando con loro prova a parlare per capire e ricostruire.

Come è accaduto anche con il caso della quindicenne salvata in extremis in una scuola superiore del capoluogo dopo che aveva fumato in bagno della marijuana acquistata sul web. La squadra mobile è ancora in fase di indagine, sta ascoltando tutti i compagni ma a complicare il caso c’è proprio il silenzio dietro cui tutti si celano senza comprendere che quel silenzio la prossima volta, se dovesse accadere, potrebbe addirittura uccidere.