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25 aprile, corone per ricordare i morti delle guerre e discorsi anti-fascisti. In piazza pochi giovani

In un clima di crescente intolleranza anche il Molise ricorda la Liberazione dal nazifascismo di 74 anni fa. A Campobasso e Termoli manifestazioni alla presenza delle autorità civili e militari, ma mancavano i più giovani, proprio coloro che dovrebbero essere maggiormente coinvolti e portare avanti la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà di cui oggi tutti godiamo.

E’ un 25 aprile particolare, che si svolge in tutta Italia in un clima ‘bollente’, con i ‘nuovi’ nazionalismi e intolleranze che si riaffacciano sulla scena. Tutto 74 anni dopo la fine di una dittatura che ha tolto i diritti agli italiani, emanato le leggi razziali e trascinato l’Italia in una guerra che ha provocato morte e distruzione.

25 aprile Campobasso

Nei giorni scorsi una serie di eventi ha messo in allarme una parte dell’opinione pubblica: a Vighignolo (hinterland milanese) è stata bruciata la statua della staffetta partigiana Giulia Lombardi uccisa a soli 22 anni dai fascisti. Devastata poi la corona di fiori deposta in ricordo del partigiano Carlo Ciocca a Milano. E ancora: sempre nel capoluogo lombardo, dove ieri gli ultras della Lazio hanno reso omaggio a Mussolini in piazzale Loreto, un luogo altamente simbolico per la nostra storia: lì i partigiani esposero il cadavere del duce, di Claretta Petacci e di altri 18 gerarchi della Repubblica sociale italiana uccisi il 28 aprile 1945.

Le polemiche scatenate da tali episodi hanno fatto da cornice alle manifestazioni in programma oggi in tutta Italia. Toni che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha provato a stemperare ricordando che “festeggiare il 25 aprile – giorno anche di San Marco – significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico”.

Peccato che nonostante l’importanza della giornata e il delicato periodo politico – che magari avrebbero dovuto spingere le persone ad una maggiore presa di coscienza e ad uno scatto di partecipazione – le piazze erano semivuote nelle due principali città molisane.

25 aprile Campobasso

A Campobasso, ad esempio, celebrazioni sotto tono: poche decine di cittadini alla deposizione della corona di alloro al monumento in piazza della Vittoria. C’erano le principali autorità istituzionali del capoluogo (il sindaco Antonio Battista, la sua vice Bibiana Chierchia, l’assessore Pietro Maio e il presidente del Consiglio comunale Michele Durante). E poi il parlamentare campobassano Antonio Federico e i rappresentanti dell’Associazione partigiani e di Libera Molise. Ma mancavano i ragazzi (a parte il coordinatore dell’Unione degli studenti), coloro che dovrebbero approfondire e capire maggiormente il significato del 25 aprile. In pratica, coloro che dovrebbero essere maggiormente coinvolti e portare avanti la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà di cui oggi tutti godiamo.

Non dobbiamo mai dare nulla per scontato, neanche la nostra libertà”, ha dichiarato ad esempio l’onorevole Federico. “Ciascuno di noi deve tenere alti questi valori all’interno delle Istituzioni e per me resta una inutile provocazione quella di non voler celebrare la solennità di questa giornata che è di tutti.

Ho partecipato perché il 25 aprile è per tutti gli italiani, ed allora dobbiamo mantenere vivi nei nostri cuori questi valori e renderli forti, puri, anche per chi oggi vuol far finta che sia un giorno come un altro. Il 25 aprile del 1945 non è stato un giorno come un altro, ma è stato il primo giorno di una nuova storia di libertà e democrazia per il nostro splendido Paese, l’Italia”.

L’iniziativa sul 25 aprile è proseguita poi in Bibliomediatica per un dibattito e una riflessione organizzata dall’Anpi.

Invece Legautonomie ha deposto fiori davanti alle targhe ricordo dei partigiani e dei martiri molisani della Resistenza.

Con la cerimonia in piazza Vittorio Veneto, anche la città di Termoli ha celebrato la Liberazione. Nella mattinata di oggi, giovedì 25 aprile, il sindaco della città adriatica Angelo Sbrocca e una rappresentanza delle forze dell’ordine cittadine hanno deposto una corona di alloro per rendere omaggio ai caduti di tutte le guerre, celebrati con un monumento nella piazza che affaccia su Corso Nazionale.

Tanti anche i cittadini presenti, molti dei quali con i bambini, che si sono fermati durante la camminata in centro grazie alla bella giornata di sole, ad assistere alla cerimonia ufficiale con cui si ricorda che nel 1945 l’Italia fu liberata grazie ai Partigiani  dal governo fascista e nazista. Dal 1949 poi è diventata una giornata festiva.

Anche a Guglionesi l’Amministrazione comunale presieduta dal sindaco Mario Bellotti, alla presenza della cittadinanza e delle autorità civili, religiose e militari ha deposto una corona d’alloro al monumento ai Caduti di tutte le guerre, a Castellara in viale Monsignor Carlo Maglia, in occasione del 74° anniversario della Liberazione dell’Italia.

Corre – ha sottolineato il Sindaco Bellotti nel suo intervento – l’obbligo di ricordare (come faremo ogni anno) il sacrificio di chi, anche perdendo la propria vita, ha contribuito alla liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Un ringraziamento all’Arma dei Carabinieri, ricordando Carlo Alberto Dalla Chiesa, uno dei partigiani che difese l’Italia e che cacciò i nazisti e i fascisti dalla nostra Patria. Dobbiamo tenere la guardia sempre alta, restare molto attenti perché i problemi di fascismo e di razzismo sono dietro l’angolo. Dobbiamo essere uniti – l’invito del primo cittadino di Guglionesi in occasione della celebrazione – e difendere i grandi valori della democrazia che ci hanno dato i nostri padri e i nostri nonni. W l’Italia libera, W l’Italia democratica”.