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Cane carbonizzato, non si esclude che sia stato bruciato dopo la morte. Indagini difficili

Nessun certezza sul ritrovamento di una carcassa di cane in una proprietà privata di Colle della Torre. Possibile che l'animale sia stato dato in pasto alle fiamme dopo il decesso, oppure che sia stato bruciato vivo. Al momento si confida nelle testimonianze dei residenti, che potrebbero aver visto qualcosa di utile alle indagini affidate al Nucleo Forestale.

I carabinieri del Nucleo Forestale stanno cercando di capire cosa sia accaduto al cane ritrovato completamente carbonizzato in una zona di Colle della Torre, quartiere residenziale a nord di Termoli. Dietro l’episodio potrebbe nascondersi un atto di ferocia e barbarie da parte di balordi, ma anche – al contrario – un’azione messa a segno dopo la morte dell’animale per eliminare la carcassa e i rischi collegati alla decomposizione.

Si sa davvero poco di quanto accaduto, e le indagini avviate non sembrano per niente facili. I resti dell’animale, scoperti da un privato che ha notato il mucchietto di ossa e carne ridotta in cenere in un fondo di sua proprietà, non permettono di risalire né alla razza né alla taglia del cane. E nemmeno di appurare se avesse un microchip e fosse dunque di proprietà.

E’ una ipotesi, quest’ultima, che tuttavia appare remota. Più verosimilmente, secondo le testimonianze già raccolte dal Corpo Forestale nel quartiere, dove diversi residenti sono stati ascoltati, il cane era un randagio che girovagava in zona come altri simili, senza dare particolare fastidio.

Al vaglio dei carabinieri c’è la conferma del sospetto più atroce, ovvero che l’animale sia stato bruciato vivo e che siano state proprio le fiamme appiccate di proposito a cagionargli la morte. Ma anche questa, allo stato attuale, è una mera ipotesi – precisano dal Comando Forestale di Campobasso – perché non ci sono riscontri sufficienti.

Non ci sono testimonianze in merito, sebbene le verifiche avviate andranno avanti con la speranza di ricostruire la storia dell’animale ridotto a un ammasso carbonizzato. L’altra supposizione che non può essere assolutamente esclusa è che il decesso del cane sia avvenuto per cause diverse dalle ustioni causate dall’incendio. Potrebbe essere stato avvelenato oppure potrebbe essere morto in modo naturale, e solo in un secondo tempo la carcassa data in pasto al fuoco per eliminare le tracce .

La vicenda che ha suscitato una enorme indignazione in città è ancora tutta da chiarire. Difficile che sui resti si possa procedere ad analisi di laboratorio in grado di definire le ragioni del decesso. Più probabile che qualche elemento nuovo possa essere acquisito grazie ai racconti di chi vive in zona e potrebbe aver visto qualcosa di importante.