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Campobasso-Mozambico, linee di sviluppo per un futuro condiviso: firmato il protocollo di amicizia

Questa mattina convezione siglata a Palazzo San Giorgio, alla presenza del sindaco Battista e del presidente del Consiglio comunale Durante. All’appuntamento anche Lidia De Benedittis, assessore alla cultura, e il vicesindaco Bibiana Chierchia.

Valori condivisi e la volontà di costruire percorsi tesi verso un futuro possibile. Il Comune di Campobasso e la delegazione del Mozambico, per cinque giorni in visita nel capoluogo, hanno celebrato questa mattina un’altra tappa importante del proprio cammino, con la firma del protocollo di amicizia.

“A prima vista le differenze tra le città di Campobasso come capoluogo della regione del Molise nell’Italia meridionale e Ilha de Mozambico che era la capitale della nazione sotto il dominio coloniale sono impressionanti. Entrambe le città tuttavia – si legge nella nota – condividono alcune circostanze in quanto sono considerate periferiche nel loro contesto nazionale, mentre erano di grande importanza al di là della regione in cui si trovano”.

Tra queste, ad esempio, l’inaugurazione dei rispettivi centri di Studi universitari (nel 1982 l’Università del Molise, mentre il 2017 ha segnato la nascita di due facoltà di Unilurio): un evento significativo per entrambe le società, anche a livello economico, capace di suggerire una partnership produttiva proprio in virtù della maggiore esperienza maturata dal polo campobassano.

protocollo Mozambico

Su fronti e ambiti differenti, però, può essere proprio il Paese africano a tracciare sentieri nuovi per la nostra realtà territoriale: a Ihla de Mozambico sorge infatti “la più antica moschea della nazione, il più antico tempio indù del continente africano e una cappella cattolica considerata la più antica struttura costruita dagli europei nell’emisfero australe. Ciò ha portato – continua il documento – a una cultura di tolleranza e comprensione al di là dei confini etnici e religiosi. Campobasso si trova in una trasformazione da una società che era molto singolare nella sua identità meridionale italiana per diventare una società più multiculturale. In questo contesto è Ilha de Mocambique che ha più esperienza di integrazione e potrebbe servire da esempio per trasferire conoscenze ed esperienze”.

Un ulteriore punto di contatto, poi, nella voglia di scrivere ancora pagine importanti della propria storia, proprio a partire da tracce identitarie e tradizioni fortemente radicate: “È in questo contesto che crediamo che uno scambio tra le due città potrebbe essere fruttuoso e ispiratore. Identificare i punti concreti di connessione e poter creare progetti intorno a questo – conclude la nota – richiederà prima che i rappresentanti di entrambe le società si facciano visita e si conoscano l’un l’altro, specialmente nei campi della cultura e del turismo nel senso più ampio”.

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