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Banana Republic di Dalla e De Gregori: quarant’anni dopo anche un libro. C’è pure Termoli

È di questi giorni l’uscita di un libro che rievoca il tour-concerto di Dalla e De Gregori del 1979. Dalla prima tappa di Savona a quella di Termoli, ad altre città. Un evento che segnò una svolta in Italia dopo le violente contestazioni degli “autonomi”ai concerti . Un libro ricco di dettagli, spesso inediti, che restituisce l’immagine dell’Italia di quel periodo, oltre che la levatura artistica di due grandi protagonisti della musica pop. La tappa di Termoli raccontata attraverso brani di un articolo di Primonumero. Nel libro le magnifiche foto in bianco e nero del termolese Bruno Caserio.

Sono passati circa quarant’anni da quel 16 giugno del 1979, quando da Savona ebbe inizio il tour lungo la penisola dello spettacolo musicale di Lucio Dalla e Francesco De Gregori destinato a cambiare la musica dal vivo in Italia. Banana Republic, questo il titolo, ormai stranoto, lo stesso di un disco vendutissimo e di un film e ora, a così grande distanza di tempo, anche di un’agile pubblicazione di 128 pagine (edito da Vololibero, Milano) che ne rievoca genesi, svolgimento, retroscena.

Ne è autore Ferdinando Molteni, giornalista, autore teatrale e docente che presta la sua collaborazione su temi culturali e musicali a testate quali Il Secolo XIX e Il Foglio.

copertina libro Banana Republic

Perché quel tour rappresentò una svolta per i concerti nei grandi spazi all’aperto? Molteni lo racconta efficacemente rievocando i precedenti tutt’altro che positivi avvenuti nel decennio in questione. L’1 ottobre del 1970 i Rolling Stones devono esibirsi al Palalido di Milano. Non fu quello un evento tranquillo perché segnato da scontri tra i cosiddetti autoriduttori, che pretendevano di entrare gratis, e la polizia. Una sessantina gli arrestati. Quei fatti segnarono l’inizio dell’entrata in campo degli “autonomi”, una frangia estremista le cui imprese funestarono gli anni Settanta.

Sempre a Milano, al Vigorelli, nel luglio del 1971 stessa sorte al concerto dei Led Zeppelin, gruppo musicale rock  inglese. Anche qui incidenti, scontri e arresti. Peggio doveva avvenire qualche anno dopo, nel febbraio del 1975, sempre a Milano, all’esibizione del cantautore americano Lou Reed. Ma è con Carlos Santana il 13 settembre del 1977 che fu lanciata sul palco anche una bomba molotov. L’anno dopo identico “regalo” sarebbe toccato a Lucio Dalla al Castello Sforzesco.

Forti contestazioni ricevette anche Antonello Venditti a Napoli, mentre De Gregori, sempre a Milano a inizio aprile del 1976, fu sottoposto sul palco del Palalido a un vero e proprio processo politico dal quale uscì traumatizzato, al punto da affermare che non avrebbe più cantato. Tra i più scalmanati in quell’occasione si ricordano Gianni Muciaccia, leader e bassista del gruppo musicale Kaos Rock e Nicoletta Bocca, figlia del famoso giornalista Giorgio Bocca.

 

Questo il clima di quegli anni e forti le preoccupazioni dei due artisti e degli organizzatori alla vigilia del tour. Dubbi e preoccupazioni spazzati con un’idea semplice, ma alquanto efficace: affidare la programmazione e la gestione degli spettacoli all’Arci (Associazione Ricreativa Culturale Italiana) attraverso il Centro programmazione spettacoli (CPS). Entrambi gravitanti nell’area politica del Partito Comunista Italiano, notoriamente deciso avversario dell’estremismo di sinistra.

Il CPS mise in campo a ogni tappa un robusto servizio d’ordine costituito da militanti politici e sindacali sperimentati che tenne lontani dappertutto i contestatori e laddove tentarono la forzatura (in un caso solo), questi ebbero una lezione che ricorderanno ancora. Ciononostante Milano fu esclusa dal giro e ciò fu inteso come ritorsione, peraltro fermamente negata dai due cantanti.

 

Ventidue furono le tappe, seicentomila gli spettatori paganti. A Torino si toccò il massimo con circa sessantamila.

A Termoli giunse il 12 luglio 1979 e quanto a partecipazione fece un figurone con circa settemila e cinquecento biglietti staccati e una presenza allo stadio Cannarsa di circa diecimila persone. Oltre tremila panini venduti e bevande esaurite.

Organizzato dai giovani comunisti (in particolare dai fratelli Peppino e Michele Giuliano), che si avvalsero dei militanti più maturi per il servizio d’ordine, quell’evento fece schiattare di rabbia il vertice dell’Azienda di Soggiorno, com’è noto all’epoca legata mani e piedi alla Dc e all’Amministrazione comunale. Il concerto di Dalla e De Gregori rappresentava l’evento principale dell’estate e il fatto che fosse organizzato dai “nemici” determinò il rifiuto a collaborare, fino a non inserire l’evento nel cartellone dell’Estate Termolese.

 

Il libro di Molteni affronta anche altri aspetti di quel concerto, quali le diversità di carattere tra i due cantautori, i rapporti tra le due band (quella di Dalla diede vita poco dopo agli Stadio) e tanti altri retroscena. Inoltre traccia un doveroso ritratto di un altro protagonista, allora poco valorizzato: Rosalino Cellamare, più tardi noto come Ron.

Molti in Italia hanno tuttora memoria di quel concerto e di ciò che rappresentò. Un grande giornalista e critico musicale, Mario Luzzatto Fegiz, ha scritto che Banana Republic è «entrato nella storia della musica e del costume».

 

Foto di Bruno Caserio