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Amministrative, Salvini chiude la porta a Toma. Nel centrodestra la scissione è dietro l’angolo

Dopo che Matteo Salvini non avrebbe risposto al governatore, il rischio di un’insanabile frattura interna è concreto. Altre 24 ore di tempo, poi centristi e civici dovranno decidere da che parte stare e se appoggiare o meno Alberto Tramontano, il candidato designato dalla Lega. Andrà diviso anche il centrosinistra: ufficializzata la candidatura a sindaco di Paola Liberanome, “Io amo Campobasso” si prepara invece a scegliere i candidati consiglieri.

Il tempo stringe. E le acque sono ancora agitate; forse troppo. In casa centrodestra la tormenta non è ancora passata, anzi: le turbolente dinamiche interne che stanno accompagnando gli ultimi concitati preparativi in vista delle amministrative – sponda capoluogo – sembrano ricalcare il bollettino meteorologico di questi ultimi giorni, celebrando il trionfo di instabilità e rovesci su principi di schiarita. Una sorta di tempesta perfetta, con tante variabili pronte a esplodere da un momento all’altro.

Salvini e Mazzuto Lega Molise

Nel mezzo qualche certezza: c’è il nome di Alberto Tramontano scritto a caratteri cubitali sul taccuino della Lega e di Luigi Mazzuto, con tanto di “benedizione” salviniana; un appunto che pare avere ormai tutti i crismi dell’ufficialità. Nessun passo indietro, nessuna possibilità di cambio in corsa. C’è però anche chi non è d’accordo. Come il coro di voci, cui fanno capo i Popolari per l’Italia e l’Udc (in assonanza con alcune liste civiche), che propone la candidatura di Corrado Di Niro, presidente Acem forte del sostegno di Vincenzo Niro: “La nostra posizione anche ieri è stata ampiamente motivata alla presenza di tutti – ha spiegato l’assessore regionale ai Trasporti – ma la Lega è incredibilmente inamovibile”.

Posizioni dunque ferme, apparentemente inconciliabili; almeno al momento.

Visioni differenti, la cui distanza lascia intravedere orizzonti non proprio miti: senza riferimenti comuni lo strappo potrebbe divenire una reale eventualità. La frattura, a quel punto, sarebbe insanabile. E’ caduta nel vuoto pure la richiesta rivolta al professore campobassano: “Faccia un passo indietro per il bene dell’unità”. Nulla da fare.

A evitare lo “scisma” interno ha provato nelle scorse ore il presidente della Regione, Donato Toma, nella speranza di pervenire a una sintesi condivisa: un tentativo andato però a vuoto, perché i summit convocati nel fine settimana non hanno infatti sortito l’effetto desiderato e la coalizione resta così ancora spaccata. La quadra forse non arriverà mai.

Spaccatura ‘certificata’ pure dal governatore che ha preferito fare ‘l’arbitro’ di questa partita, più che imporre le sue scelte. E, poco dopo l’incontro di questa mattina con il premier Conte, a Primonumero dichiara: “Ad oggi nel centrodestra ci sono due schieramenti: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno una loro proposta di sindaco. Invece le civiche, i Popolari e l’Udc hanno un’altra proposta. Il fatto che vadano separatamente non vuol dire che di fatto non ci sia unità. C’è una posizione intransigente sul sindaco proposto della Lega (è una posizione politica, non sulle persone) che oggi sembra insuperabile. Andare separati non vuol dire che nuocerà al centrodestra. Noi faremo di necessità virtù”.

Nelle scorse ore si era pure vociferato che Toma sarebbe andato a Roma per trattare con il leader nazionali che avevano imposto il nome di Alberto Tramontano nell’ormai famosa ‘spartizione di Arcore’ nella quale Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono ‘divisi’ i Comuni con più di 15mila abitanti impegnati nelle Amministrative del 26 maggio.

L’esito di quel vertice lo conosciamo tutti: Tramontano designato come candidato sindaco a Campobasso, Roberti a Termoli.

E per evitare la ‘scissione’ nel capoluogo, città in cui Toma vuole vincere, ha portato lo stesso presidente a provare a riaprire le trattative con i leader nazionali. “L’interlocuzione con Roma non si è mai chiusa. Chiaramente devi avere persone che ti ascoltino”, dice ancora. E pare che il governatore abbia trovato la porta aperta da Silvio Berlusconi e da Giorgia Meloni, non da Matteo Salvini.

Eppure, la margherita sfogliata dal capo della Giunta regionale ha portato all’attenzione del tavolo anche altre ipotesi. Tra queste quelle inerenti al consigliere comunale di “Democrazia Popolare” Francesco Pilone e all’ingegnere Francesco Del Greco, “frontman” ideale per “Prima il Molise”: nessuna delle due, però, pare aver suscitato particolari entusiasmi. Sullo sfondo, anche il nome di Aldo De Benedittis, uomo di fiducia della “scuderia Toma” ed ex assessore a palazzo San Giorgio. Voci ufficiose hanno riferito anche della proposta legata all’avvocato Roberto Fagnano come possibile candidato dell’unità.

La partita, che si è allungata abbondantemente oltre i tempi supplementari, si chiuderà nelle prossime 24 ore. Poi potrebbe diventare concreta – a meno di clamorosi colpi di scena – la scissione del centrodestra alle Amministrative.

Ma se Sparta piange, nemmeno Atene ride. Coalizione spaccata pure nel centrosinistra. Nel Pd ha prevalso il sentiero della continuità. Naufragate la dialettica e le prove d’intesa con l’area civica, la coalizione trainata dai dem del neosegretario Facciolla ha infatti riconfermato Antonio Battista nella corsa al Municipio: l’attuale primo cittadino sarà nuovamente ai nastri di partenza il prossimo 26 maggio.

Impossibile trovare un punto di intesa con i ‘progressisti’ di ‘Io Amo Campobasso’.  

Sabato pomeriggio (13 aprile) l’assemblea plenaria del movimento civico ha infatti incoronato Paola Liberanome come candidato sindaco per la prossima competizione elettorale ed è già partita anche l’opera per ultimare la compilazione delle liste a sostegno dell’avvocato.

“Il Direttivo – si legge nella nota diramata – ha dato un’accelerata evidente al lavoro di raccolta delle candidature alla carica di consigliere e quanto prima sarà ufficializzata la composizione delle liste”.

A scegliere il candidato sindaco prima di ogni altro partito o coalizione, a Campobasso, è stato il Movimento 5 Stelle: il gruppo consiliare pentastellato ha annunciato infatti lo scorso 1 aprile  Roberto Gravina.