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Allarme negli ospedali, i primari rompono il silenzio e certificano le difficoltà: “Non riusciamo a garantire i turni”

I direttori dei reparti di Ortopedia e Traumatologia degli ospedali di Campobasso e Termoli rompono il silenzio sulle difficoltà a garantire i servizi: "Gravissima criticità di personale medico e grosse difficoltà a garantire una corretta turnazione", scrivono in due distinte note trasmesse all'Azienda sanitaria regionale.

C’è una lettera che certifica i problemi che stanno attraversando i reparti di Ortopedia e Traumatologia in ben due ospedali della regione: il Cardarelli di Campobasso e il San Timoteo di Termoli. In pratica, nei due presidi sanitari più importanti della provincia manca il personale al punto da rischiare la chiusura dei reparti stessi, come riferito ieri – 23 aprile – in esclusiva da Primonumero.

Cinque medici nel nosocomio termolese, a fronte degli almeno dieci-undici necessari per gestire il Pronto soccorso e la Medicina d’urgenza. Stesse difficoltà nel capoluogo, nonostante la struttura di contrada Tappino dovrebbe essere il più importante ospedale pubblico regionale.

Questa volta sono gli stessi direttori dei reparti a rompere il silenzio che avvolge in maniera quasi inusuale e surreale una problematica che li coinvolge in prima persona, ma sulla quale c’è forse il timore di ‘parlare troppo’, di esporsi facendo poi la “fine” del primario dell’ospedale di Isernia Lucio Pastore, coinvolto da provvedimenti disciplinari pesanti proprio per aver denunciato pubblicamente la gravissima difficoltà in cui versano le corsie molisane.

Ma ora probabilmente si è arrivati al punto limite, all’anticamera del disastro: il rischio di non riuscire a garantire i servizi essenziali ai pazienti. “C’è una gravissima criticità di personale medico e grosse difficoltà a garantire una corretta turnazione“, scrivono in due distinte note trasmesse all’Azienda sanitaria regionale i direttori dei reparti di Ortopedia e Traumatologia degli ospedali di Campobasso e Termoli.

Nella missiva chiedono con urgenza l’avvio di procedure per due incarichi libero-professionali al fine di “scongiurare l’interruzione di pubblico servizio”. Le istanze, riferisce l’Ansa, sono state accolte dal direttore generale Asrem Gennaro Sosto. Ma come si uscirà da questo tunnel in cui è finita la sanità molisana è difficile dirlo: gli organici sono carenti, l’opzione legata ai medici pensionati da richiamare in corsia è in stand-by e i concorsi, quando vengono organizzati, e cioè molto più raramente di quanto servirebbe, vanno deserti perchè in Molise non c’è possibilità per un medico di fare carriera.  Il piano 2019 prevede l’assunzione di sette medici specialisti, ma a seguito di rinunce o mancata presentazione alle prove di concorso fino ad oggi è stato possibile assumerne solo uno.

Invece chi vorrebbe tornare in corsia non può farlo, come il primario del pronto soccorso di Isernia Lucio Pastore. Con un post su Facebook fornisce una testimonianza del disastro negli ospedali pubblici molisani: “Da anni vado denunciando lo stato di sfascio dei pronto soccorsi. Abbiamo avvertito tutti, dalla dirigenza aziendale al Prefetto al Procuratore della pericolosità di lavorare in condizioni estreme. Ma niente da fare. Ora mancano i medici ed io, tra l’altro, devo fare una causa per cercare di restare fino al quarantesimo anno di servizio effettivo, ma questi, almeno ad Isernia, sono stati costretti a scappare per le condizioni vessatorie ed indecenti in cui erano costretti a lavorare. Mi ero preoccupato di far venire una generazione di giovani che dovevano costituire il ricambio. Sono stati vessati a tal punto da abbandonare.

Le uniche strutture ancora protette sono quelle che hanno una protezione clientelistica-familiare. Lì non mancano affatto personale e mezzi. Anche in questa fase di disfacimento vale la logica politica locale del potere. I fondi ed i mezzi sono sempre più spostati sulle strutture private convenzionate. Siamo nella fase finale della distruzione del sistema universalistico e nei pronto soccorsi si evidenzia prima la crisi di sistema”.

In tutto questo marasma c’è il blocco del turn over: da 12 anni è impossibile assumere personale nelle regioni in piano di rientro. E quando si è intravista una speranza, è arrivato il nuovo stop del tavolo tecnico che ha bocciato i conti della sanità molisana.

Ad aumentare il clima di incertezza le prossime nomine dei vertici dell’Azienda sanitaria regionale: voci di corridoio sostengono che il direttore generale Gennaro Sosto potrebbe essere riconfermato. Invece potrebbero essere sostituiti Antonio Lucchetti e Antonio Forciniti, rispettivamente direttore sanitario e direttore amministrativo dell’Asrem.