Accoglienza negli hotel: per i disabili è a 0 stelle. In città non esiste una sola struttura per chi viaggia in sedie a rotelle

Termoli, perla dell’Adriatico, la città turistica per eccellenza, inospitale per i disabili: nessun albergo (nemmeno i 4 stelle) e nessun b&b è attrezzato ad accogliere persone che viaggiano su sedie a rotelle. Non un ingresso più largo del normale, nessun supporto per la doccia o water adatto e niente sollevatore per il letto. La "perla" dell’Adriatico è nemica delle categorie protette.

Termoli, aprile 2019. Giovanni (nome di fantasia di un ragazzo reale) si mette in viaggio dalla Campania per partecipare alla gara nazionale di greco antico del Liceo Classico termolese ‘Perrotta’. Prima di partire il suo Liceo contatta il liceo termolese per chiedere una sistemazione adeguata alle sue necessità. Giovanni ha bisogno di spazio e di un bagno con accessori su misura perché ha una compagna di viaggio molto speciale: la sua sedia a rotelle, immancabile amica di tante avventure e mai considerata un peso o un limite. Almeno fino all’arrivo nella cittadina adriatica.

La scuola si mette subito a disposizione del ragazzo e inizia a contattare le varie strutture alberghiere ed i bed & breakfast alla ricerca della soluzione più adatta. Già dalle prime telefonate, però, il responso non è in linea con quanto sperato: nessuno sembra avere le caratteristiche giuste.

Non è una blanda sensazione, perchè indagando più a fondo si scopre che a Termoli nessuna struttura alberghiera ed extralberghiera è davvero attrezzata per i disabili. A parte la possibilità di pernottare in una stanza più grande (come garantiscono per esempio al Mistral sul lungomare Colombo), l’assenza di scale o la presenza di un ascensore (che le strutture interpellate nella nostra indagine si affrettano a elencare), non c’è altro: non un ingresso più largo del normale, nessun supporto per la doccia o water adatto, per non parlare del sollevatore per il letto.

Nonostante molti degli albergatori e dei proprietari di b&b contattati affermino di aver già ospitato dei disabili, sono costretti ad ammettere, loro malgrado, di non avere tutti i requisiti, previsti dalla legge, per accoglierli: dagli spazi minimi delle camere e dei servizi igienici, all’accessibilità sia per i bagni che per i letti, all’assenza di dislivelli nel pavimento, a ristoranti e bar a misura di disabile.

Qualcuno elogia, giustamente, la propria struttura senza barriere architettoniche, intese principalmente come scale, ma nel momento in cui vengono richiesti servizi come supporti particolari in bagni e docce o sollevatori per aiutare il disabile a passare dalla carrozzina al letto ci si trova dinanzi alla stessa risposta: “No, signora. Ci spiace ma non possiamo aiutarla”.

L’offerta non muta nemmeno con il crescere del numero di stelle. Non esiste una camera attrezzata  per disabili nemmeno al Martur, complesso alberghiero di recente costruzione e con 4 stelle, passando per il Meridiano con tre stelle ed arrivando ai b&b. Nessuno dispone di servizi ad hoc. Alcuni bed & breakfast del Borgo Antico hanno ammesso che il problema di accessibilità non riguarda solo le strutture presenti nelle mura antiche, ma l’intero Paese Vecchio che con il pavimento di sampietrini, salite e discese, mette a durissima prova anche i passeggini delle mamme.

La ricerca è stata estesa anche alle strutture extralberghiere un po’ più lontane, quelle che si trovano nelle periferie di Difesa Grande e Rio Vivo, ma anche qui la risposta ha rispecchiato la deprimente realtà termolese: i disabili sono certamente ben accetti, ma non possono permettersi il lusso di utilizzare il bagno senza che qualcuno li aiuti a sollevarsi e risedersi.

E mentre qualcuno augura ‘Buona fortuna’, ironizzando al telefono perché cosciente del fatto che Termoli non sia una città ospitale per chi è costretto a muoversi con la sedia a rotelle, ci si rende conto di quanto questa cittadina, pur vantandosi dei servizi offerti, sia culturalmente e mentalmente arretrata e, diciamo la verità, anche un po’ discriminante nei confronti delle categorie dei disabili. Eppure è la principale città turistica della Regione, la più grande, quella che ogni anno vanta presenze “trionfali” e successi derivanti dalle presenze turistiche registrate proprio presso quelle strutture che non forniscono servizi per le categorie protette.

Lontanissima dagli standard minimi richiesti per accogliere diversamente abili, Termoli si conferma una cittadina in cui nessuno, fra i tanti operatori del turismo, ha ritenuto di fare investimenti per adeguare una camera con bagno – almeno una nel ventaglio delle stanze disponibili – alle esigenze di chi vive in carrozzina. Si dà per scontato che una persona, solo perché si muove con l’ausilio delle rotelle, debba essere per forza accompagnata e non possa avere diritto a concedersi una vacanza da sola, magari alla ricerca di panorami che mozzino il fiato.

Ci si vanta dell’uguaglianza, ma la verità è che siamo ancora ben lontani dal raggiungerla. Giovanni, alla fine, ha trovato ospitalità in un b&b a Campomarino, l’unico posto di tutto il territorio attrezzato per accoglierlo. Chiarissimo, a lui come a tutti quelli che vivono nella sua condizione, che questa città non è a misura di disabile. Se questa non è discriminazione…