Quantcast

Abuso d’ufficio per i permessi ai migranti, l’assessore De Bernardo sarà processato

A quattro anni dall'indagine della Squadra Mobile che aveva portato alla luce presunti scambi di favori e falsi dietro il "business dei migranti" in Questura, arriva il rinvio a giudizio per l'agente di Polizia Francesco De Bernardo, oggi assessore alla Municipale. De Bernardo, 52 anni, che si è sempre detto sereno rispetto alla vicenda giudiziaria, è coinvolto con altre persone - tra cui un collega - per l'ipotesi di abuso di ufficio.

A poco meno di un mese dalla chiusura delle liste per le Amministrative del capoluogo, fulmine a ciel sereno sull’assessore alla Polizia Municipale e alla mobilità urbana Francesco De Bernardo. Il gup del Tribunale di Campobasso ha infatti fissato l’udienza preliminare il 25 settembre prossimo nei suoi confronti per la vicenda dei permessi di soggiorno agli stranieri “scoppiata” nel giugno 2015.

De Bernardo, che ora sarà dunque processato, è chiamato in causa in qualità di agente della polizia di Stato, operativo a Campobasso all’epoca dei fatti e in seguito proprio a quella storia trasferito a Isernia. Ora, a distanza di quasi quattro anni, arriva la decisione del magistrato che ha fissato la prima udienza, durante la quale sarà vagliata la posizione dell’agente e deciso l’eventuale rinvio a giudizio oppure l’archiviazione.

Il caso aveva fatto rumore in città e non solo, quando erano stati diffusi i particolari dell’inchiesta, portata avanti dalla squadra Mobile di Campobasso coordinata dal sostituto procuratore Nicola D’Angelo, oggi procuratore capo. De Bernardo, assieme a un altro poliziotto, Vittorio Ciarlo, è accusato di aver favorito o ostacolato, a seconda delle circostanze, il rinnovo del permesso di soggiorno di diversi cittadini extracomunitari “commettendo così – disse l’accusa – una serie di violazione rispetto agli obblighi imposti dal ruolo di assistenti capo della Polizia di Stato”. I fatti si sarebbero svolti tra il 2007 e il 2015, l’anno successivo – quindi il 2015 – era stata chiusa l’indagine.

Una inchiesta delicata, che inizialmente ha visto complessivamente 9 indagati dei quali soltanto due poliziotti. Gli altri hanno avuto ruoli diversificati: proprietari di immobili, datori di lavoro e due immigrati. Le accuse a carico dei 9 spaziano da atti falsi a false attestazioni di domicilio a concussione. In un caso si contesta di aver percepito denaro in cambio di pratiche “impossibili” per rinnovare i permessi di soggiorno e pressioni per ottenere pagamenti ’in natura’ da una ballerina di night.

Ma Francesco De Bernardo è coinvolto, come egli stesso ebbe modo di precisare all’indomani dello “scandalo”, per abuso di ufficio in concorso. L’inchiesta gravita anche attorno ad altri presunti reati. Difeso dall’avvocato Giovanni Santoro, Francesco De Bernardo – eletto con il Movimento di Nagni “Il Molise di tutti” – era stato scelto dal sindaco Antonio Battista come assessore in fase di allargamento della Giunta comunale, nel 2016. Oggi arriva la “tegola” rispetto alla quale tuttavia esprime fiducia nella magistratura. “Ci affidiamo con assoluta serenità alla giustizia per la quale si nutrono sentimenti di elevato rispetto e di assoluta e incondizionata fiducia” scrive il difensore.