A Termoli il Pd e Sbrocca “recuperano” anche Leu e parte della sinistra. Futuro sindaco ancora in alto mare nel capoluogo

I tavoli e gli incontri del fine settimana non sono bastati a sfornare l’ufficialità dei due candidati sindaco del centrosinistra a Termoli e Campobasso. In riva all’Adriatico però le cose sembrano più facili: quasi scontata la corsa bis di Angelo Sbrocca, sostenuto – giurano i suoi – da almeno 6 liste. Domenica distribuzione a sorpresa di un depliant che riassume le cose fatte in 5 anni. Nel capoluogo al contrario si è in affanno. E Io Amo Campobasso conferma: “Impossibile una intesa col Pd”.

La differenza fondamentale tra il centrosinistra di Termoli e Campobasso, per quanto riguarda le elezioni Comunali del 26 maggio, sta tutta in una immagine. Mentre nel capoluogo, domenica pomeriggio, si susseguivano incontri e confronti, non sempre con esito positivo, e a fine giornata si prendeva atto della “impossibilità di raggiungere una intesa con Io Amo Campobasso”, a Termoli esponenti e simpatizzanti del Pd distribuivano, nel banchetto allestito in piazza Monumento, depliant riassuntivi delle cose fatte in 5 anni di Amministrazione targata Angelo Sbrocca. Aderendo all’iniziativa nazionale “che intende riportare il Partito Democratico in piazza e in strada”, chiarisce il segretario di Federazione Oscar Scurti, amministratori e tesserati hanno colto l’occasione per ricordare ai passanti le promesse mantenute dal governo cittadino. Due pagine di sintesi su progetti portati a termine o avviati e sulle promesse mantenute del programma elettorale di 5 anni fa.

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Dal Parco Comunale al Lungomare Nord, dalla riqualificazione del Terzo Corso alla nuova piazzetta sulla Scalinata del Folklore, dall’apertura del depuratore del Sinarca all’inizio dei lavori alle pompe di sollevamento del parco. Dalla soluzione del problema strade di Lottizzazione, a partire da via Udine, alla sicurezza di scuole e strade. Apertura del centro anti-violenza, della casa per Minori, della consulta per i disabili. Lavori al Palairino e al Palasabetta, Museo Macte, Sun bus per l’estate, iniziative culturali e di musica, fino al progetto che per l’Amministrazione è il fiore all’occhiello: la Piscina olimpionica da 50 metri al parco comunale.

Un programma nutrito, che restituisce la cifra della operatività di un gruppo di amministratori che in 5 anni non ha avuto una crisi politica e tantomeno – record oggettivo per Termoli – un rimpasto di Giunta, esattamente come il primo cittadino aveva garantito a inizio mandato. Da qui, con l’accordo totale del segretario Pd Vittorino Facciolla, il diritto a una ricandidatura non solo del sindaco uscente ma anche di molti degli attuali amministratori di maggioranza. Mercoledì al massimo, secondo ambienti locali, ci dovrebbe essere l’ufficialità, ritardata esclusivamente dalle lungaggini e dai problemi che, al contrario di Termoli, sta incontrando a Campobasso l’operazione Battista.

Decisamente difficile mettere insieme le forze di centrosinistra del capoluogo attorno al nome del sindaco uscente. A Termoli, invece, il lavoro sembra essere molto più lineare. Merito, confermano dal Pd (almeno da quella corrente che fa a meno di Laura Venittelli e Antonio Sciandra, ex capogruppo di maggioranza) di una grande coesione “trasversale” che mette insieme categorie differenti sotto lo stesso progetto. E “di un lavoro di dialogo iniziato molto tempo fa” che ora consentirebbe a Sbrocca di poter contare su diverse liste. Quante? Non è dato saperlo, al momento, ma facendo due calcoli sulla base delle informazioni che arrivano da più parti dovrebbero essere almeno sei. “Saranno liste con bei nomi, molti esponenti del mondo dell’associazionismo e civico” si lasciano scappare alcuni consiglieri comunali, soddisfatti – riferiscono – per “la piega che ha preso l’operazione di ricucitura con Liberi e Uguali e parte della sinistra attiva a Termoli”.

Un lavoro svolto in silenzio ma a ritmo serrato, che garantirebbe ad Angelo Sbrocca una coalizione allargata e, secondo i pronostici di casa centrosinistra, la possibilità di andare al ballottaggio. Opzione che fin da ora è data come scontata e inevitabile visto il numero di aspiranti alla fascia tricolore che potrebbe arrivare alla cinquina. E con l’incognita dei 5 Stelle che scioglieranno giovedì l’ultima riserva sull’eventuale alleanza con i civici, cioè persone non iscritte al movimento. Pochi dubbi invece sulla riconferma di Nick Di Michele nel ruolo di candidato alla carica cittadina più alta.

A Campobasso lo scenario è radicalmente diverso e il segretario Pd Vittorino Facciolla sta incontrando non poche difficoltà nel far quadrare alleanze e nomi. Il progetto di una coalizione progressista è naufragato: ‘Io Amo Campobasso’ correrà da solo alle Amministrative del 26 maggio. Nonostante un confronto “proficuo e costruttivo” con i dem, “si è riscontrata l’impossibilità di raggiungere un’intesa”. Nemmeno la candidatura del primario di Diabetologia Antimo Aiello proposta domenica sera è servita a creare unità.

Posizioni programmatiche divergenti non hanno consentito ulteriori approfondimenti della discussione. Inoltre, il mandato delle rispettive delegazioni non permette il raggiungimento di alcun accordo”, riferiscono Paola Liberanome e Mario Davinelli. “Io Amo Campobasso prosegue il suo percorso di aggregazione di tutte le forze civiche e democratiche che in città si riconoscono nel suo manifesto fondativo e auspica che in futuro le forze democratiche e progressiste di Campobasso possano riprendere a dialogare, nella condivisione degli obiettivi di rinascita della città”.

Un niet che ora potrebbe riaprire i giochi per la ricandidatura del sindaco uscente Antonio Battista, sul quale c’era il veto di ‘Io Amo Campobasso’.

“Priorità agli uscenti”, ha ribadito più volte Facciolla che ieri sera ha incontrato i partiti più piccoli della coalizione (Idv, socialisti e comunisti) per fare il punto sulle alleanze. Oggi pomeriggio – alle 18.30 – il circolo del Pd nel quale potrebbe arrivare la decisione sul candidato sindaco. “Domani chiudiamo”, fanno sapere da via Ferrari.