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Venittelli rinnega l’alleanza coi centristi: “Basta transfughi, spazio ai movimenti civici o andranno col M5S”

L'ex deputata dem non chiede le primarie né boccia a priori la ricandidatura di Sbrocca come sindaco ma chiede un'alleanza diversa: "La mozione Zingaretti indica chiaramente che bisogna aprire a quel mondo che condivide i nostri valori. Prima si sceglie il campo, poi il vertice. L'alleanza delle politiche 2013 e delle amministrative 2014 era innaturale e ne stiamo pagando gli errori"

Laura Venittelli ne fa una questione di campo, di valori, di apertura. Non di nomi, almeno per adesso, né di liste per le comunali 2019. Non chiede le primarie ma “un’alleanza diversa, che apra ai movimenti civici coi nostri stessi valori, altrimenti andranno col Movimento Cinque Stelle. Non è più tempo di transfughi, l’alleanza con chi era nel centrodestra è stata innaturale“.

Reduce dalle primarie che hanno visto soccombere in Molise il suo candidato Michele Durante, secondo dietro a Vittorino Facciolla e davanti a Stefano Buono, l’ex parlamentare (legislatura 2013-2018) incontra la stampa nel suo studio legale in centro, a Termoli e un po’ a sorpresa non entra a gamba tesa su Angelo Sbrocca, come qualcuno poteva ipotizzare. I rapporti politici fra i due sono ai minimi storici e lei non fa nulla per nasconderlo, parlando apertamente di “noi” e “loro”.

Eppure il Pd dovrebbe essere unico e compatto, anche perché entrambe le fazioni regionali hanno sostenuto il candidato diventato segretario nazionale, Nicola Zingaretti. Proprio a lui e alla sua mozione, da neo componente dell’assemblea nazionale, fa riferimento l’ex deputata dem. “La sua mozione parla di un’Italia che dobbiamo recuperare, ci sono state tante manifestazioni: i sindacati, l’Ance, quella contro il razzismo, i giovani per l’ambiente. Il Paese sta rinascendo e il Pd ci deve stare, ha ripreso coscienza del suo Dna. Quando capisci a chi parlare, capisci qual è il campo”.

E qui c’è la questione politica anche locale. “Abbiamo sbagliato nelle alleanze, guardando al centrodestra e al Partito della Nazione. Siamo stati percepiti come il partito dei poteri forti, lasciando indietro le fasce più deboli, i precari, i disoccupati”. Per l’avvocato termolese è tempo di cambiare le cose, modificando il campo della coalizione, spostandolo verso sinistra e non in direzione centro, come sembra si stia muovendo l’attuale maggioranza consiliare.

Le alleanze delle Regionali 2013 e Amministrative 2014 sono state innaturali. Non è più tempo di transfughi, di persone che oggi stanno con noi e domani no. Le Regionali in Abruzzo e in Sardegna hanno dato un segnale forte al centrosinistra”. La ricetta della Venittelli è semplice: “Apertura totale e ampia ai movimenti civici che hanno i nostri valori. Devono vederci come punto di riferimento, altrimenti vanno col M5S. Quali movimenti? Anche quelli che a Termoli non hanno trovato dialogo e sono stati costretti a rivolgersi alla magistratura amministrativa“.

Laura Venittelli

Un riferimento chiaro al comitato No Tunnel che da cinque anni battaglia contro l’Amministrazione comunale e il suo progetto di riqualificazione del centro noto comunemente come Tunnel di Termoli. Non solo loro, però. “I movimenti sono tanti, così come le associazioni. Quelle culturali, quelle a tutela del mare, quelle per la difesa dell’ospedale. Il cambiamento è nella apertura. Se vogliamo recuperare gli elettori andati col M5S dobbiamo aprire loro anche le sedi, ospitarli”.

E questo potrebbe rimettere in discussione la candidatura a sindaco di Sbrocca, il quale ha in maggioranza esponenti dei Popolari che hanno pubblicamente espresso posizioni molto lontane dai valori della sinistra? “La ricandidatura d’emblée (subito, al primo colpo, ndr) non appartiene al Pd senza prima una netta scelta di campo. Dopo aver scelto con chi stai, scegli il vertice“. E senza quell’apertura che si fa? “Dobbiamo continuare a fare questa battaglia”.

Il pericolo secondo l’ex deputata è che “anche a Termoli vadano ad amministrare quelli che pensano sia Salvini a governare a Termoli. Parliamo di governo gialloverde ma questo è il governo di Salvini. Ho letto che è stato al Ministero soltanto cinque giorni, con lui non mi sento sicura“.