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Valorizzazione dell’ambiente, dei prodotti locali e del turismo passano per il ‘Piano del Cibo’

Il borgo tra l’Alto Molise e l’Abruzzo si dota di una politica alimentare a favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, anche nel turismo. Un progetto pionieristico nel centro-sud Italia, che abbatte sprechi alimentari, uso della plastica e guarda al tutto biologico.

Castel del Giudice è un microcosmo, con caratteristiche tutte proprie, al confine tra l’Alto Molise e l’Abruzzo: un comune del borgo emblema di resilienza in grado di lanciare progetti di valorizzazione che rivitalizzino zone altrimenti vittime di spopolamento ed in cui le pratiche virtuose di rigenerazione territoriale e sociale vincono sulla crisi del comparto economico e turistico. Non a caso il rilancio nel settore del turismo è partito, in passato, dalla creazione del meleto biologico Melise, avvenuto tramite il recupero di terreni abbandonati e dall’albergo diffuso Borgotufi creato all’interno di case e stalle in disuso.

Ora l’obiettivo è ben più ambizioso e mira a coinvolgere tutte le realtà imprenditoriali e sociali di Castel del Giudice, i professionisti e gli attori attivi sul territorio per l’elaborazione di un ‘Piano del Cibo’. Il progetto fonda la propria validità sull’organizzazione di azioni ed attività per la riduzione degli sprechi alimentari, l’uso oculato del suolo, la tracciabilità dei prodotti, la valorizzazione della filiera delle produzioni locali, l’organizzazione di turismo esperienziale.

Si tratta di un’iniziativa pioneristica nel centro-sud Italia che recepisce le istanze presentate da circa 200 città di tutto il Mondo che hanno firmato il patto del cibo o, più nello specifico, il ‘Milan Urban Food Policy Pact’. Basato sulla capacità di innovazione e valorizzazione ambientale che Castel del Giudice rappresenta e la tutela della biodiversità agroalimentare nel rispetto delle culture e tradizioni del luogo, il programma è stato ufficializzato lo scorso 15 marzo tramite apposita delibera di consiglio (foto sotto).

castel del giudice

Un percorso partecipativo nato grazie all’input del professore dell’Università del Molise Davide Marino, esperto di agroalimentare, contabilità ambientale e servizi ecosistemici, che dovrà inglobare tutte le realtà cittadine ed imprenditoriali attive sul territorio. “Si tratta di uno strumento concreto – ha spiegato Davide Marino – Per riorganizzare il sistema alimentare locale e coordinare la filiera agroalimentare in ogni passaggio, dalla coltivazione al post-consumo, e creare un modello replicabile in altri territori, secondo gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.

Nella fattispecie si lavorerà su quattro macro-aree che vedranno protagonisti cibo, agricoltura, sociale, un laboratorio permanente e la green community. L’obiettivo è di incentivare la filiera corta con vendite dirette delle produzioni locali, le produzioni biologiche, il turismo esperienziale, in un’ottica di economica circolare, tutela dell’ambiente, della salute e della biodiversità.

Azioni che saranno messe in campo attraverso la creazione di una CSA, comunità che supporta l’agricoltura, che permetta ai consumatori di acquistare il prodotto direttamente dai produttori, il recupero di altri terreni inutilizzati, la creazione del marchio ‘Prodotti della montagna’ per la promozione di alimenti autoctoni come tartufo, funghi, prodotti del sottobosco e erbe officinali.

Nel campo sociale si lavorerà su una doppia direttiva che vedrà sia il coinvolgimento degli ospiti della casa di riposo per la gestione degli spazi verdi e la produzione di cibo biologico, sia l’inclusione delle famiglie di migranti a cui saranno affidati gli orti, che l’organizzazione di laboratori con le scuole, con l’obiettivo di raggiungere il 100% nella produzione bio, come auspicato dal Comune.

Castel del Giudice punta inoltre a diventare una Green Community, azzerando lo spreco alimentare nei ristoranti e promuovendo sempre più innovazioni in ottica di economica circolare. Tra le azioni previste, sarà ridotto l’uso della plastica e degli imballaggi, utilizzando oggetti biodegradabili anche durante le feste del paese e gli eventi.

Sarà, infine, un comune carbon free, ovvero con un bilancio energetico almeno neutro: “Castel del Giudice in linea con il percorso che negli anni lo ha reso un esempio per le politiche ambientali e di rinascita dei piccoli comuni spopolati – ha sottolineato il sindaco Lino Gentile – Punta sul cibo del territorio come motore di sviluppo locale, con l’obiettivo di fare rete sia con i comuni vicini, sia a livello regionale, con le realtà rurali e quelle urbane”.

Il Consiglio del Cibo di Castel del Giudice, che si riunirà mensilmente, con lo scopo di monitorare l’avanzamento del progetto e rappresentare le istanze degli stakeholder locali, ha scelto come coordinatori Giampiero Mazzocchi, ricercatore dell’Università del Molise e dell’Università Sapienza ed esperto di politiche alimentari e Manuela Virtuoso, esperta di animazione territoriale e orientamento professionale e titolare dell’agenzia PanariumLab.

Fonte foto: sito Comune Castel del Giudice