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L’Erasmus si apre a Russia e Algeria. 50 ragazzi in Molise per studiare: “Inizia una nuova vita”

Giornata di benvenuto agli studenti Erasmus: “Un progetto che arricchisce i ragazzi e l’Università”. Tra i circa cinquanta ragazzi arrivati in Molise, anche Max e Skandar: storie diverse, ma lo stesso entusiasmo e la medesima voglia di affrontare nuove sfide ed esperienze formative.

Esperienze, sensazioni, emozioni affacciate su spicchi di vita nuova, su universi accarezzati per la prima volta, tra l’entusiasmo e l’incertezza tipici di ogni grande cambiamento.

Il progetto Erasmus continua a muovere i suoi passi in Molise, attraverso il lavoro dell’Unimol e l’opera specifica del Settore Relazioni Internazionali.

Ieri mattina (martedì 5 marzo), nell’aula “Liebig” del terzo edificio polifunzionale di Campobasso, i giovani studenti protagonisti del prolifico piano formativo si sono ritrovati per inaugurare insieme un percorso di arricchimento intellettuale e umano: algerini, russi, albanesi, francesi, austriaci, spagnoli portoghesi, ma anche ragazzi provenienti dal Belgio e dalla Romania sono stati accolti con sorrisi ed entusiasmo per la “Giornata di benvenuto” a loro dedicata.

Erasmus 2019

A illustrare obiettivi e peculiarità del progetto Erasmus, il professor Claudio Colombo, delegato alle relazioni internazionali Unimol: “In questo piano c’è tutto lo spirito Erasmus, iniziativa che si prefigge appunto di accogliere studenti provenienti da tutt’Europa. In questa occasione, in particolare, abbiamo anche due gruppi extraeuropei, provenienti rispettivamente da Russia e Algeria. E questo perché i progetti Erasmus tendono ormai ad aprirsi sempre più anche ad altre realtà, come quelle del Nord Africa e della Russia, ad esempio”.

Alta Formazione, ma anche un ambiente stimolante dal punto di vista delle relazioni interpersonali: il ventaglio di opportunità che l’Università del Molise può garantire, anche grazie alla “complicità” di un contesto territoriale particolarmente tranquillo, è sicuramente interessante: “A livello formativo – spiega il professor Colombo – la nostra offerta propone dei Master di grande qualità, che ci stiamo preparando a impostare anche in lingua inglese. Si tratta anche per noi di un’opportunità importante, perché in futuro le Università verranno valutate anche sulla base di questi programmi di scambio culturale. C’è inoltre da dire che tanti ragazzi provengono da atenei di assoluto prestigio, quali quelli di Lisbona e Madrid, tanto per citarne alcuni, e dunque tutto ciò rappresenta anche una proficua possibilità di confronto con centri universitari molto più grandi. Stiamo finalmente proponendo una visione internazionale dell’Unimol”.

A giungere nel capoluogo grazie al progetto Erasmus Plus anche Skandar, 26 anni, che dall’Algeria ha staccato il biglietto destinazione capoluogo per frequentare il Master in “Progettazione e promozione del paesaggio culturale”.

Sarò qui per un anno – ci racconta Skandar – sono a Campobasso da soli due giorni, ma ho avuto modo di notare tante cose positive. Qui c’è tutto quello che serve, qui si può parlare di relazioni umane e coltivarle, perché c’è un contatto più diretto con le persone, rispetto a quanto accade magari nelle realtà metropolitane. Aspettative? Mi piacerebbe stabilire rapporti sinceri non solo dal punto di vista accademico e professionale, ma anche nuove amicizie con altri studenti”.

Da Biskra a Campobasso: un viaggio ricco di attese e speranze. Tutte cose che Skandar conserva nel suo cuore, insieme al legame con la famiglia: “Certo, casa mi manca. Però sono fortunato: Biskra non è una metropoli e quindi da un certo punto di vista è paragonabile a questa città. E poi sono arrivato qui con un amico e questo mi aiuta a non farmi sentire troppo spaesato”.

Erasmus 2019

Da “collega” a “collega”. Anche Max è arrivato da pochi giorni a Campobasso per cominciare la sua nuova avventura all’Unimol. Tedesco, con un curriculum universitario impreziosito dagli studi in medicina condotti a Vienna, prima di approdare in Molise.

“Grazie a uno scambio Erasmus avrò l’occasione di frequentare qui quattro tirocini formativi in oftalmologia, pediatria, neurologia e otorinolaringoiatria – ci spiega con entusiasmo, in un italiano brillante – Devo dire che già i miei primi giorni di permanenza a Campobasso sono stati importanti e molto utili, perché ho trovato dei dottori simpatici, pazienti e capaci di spiegare ogni cosa al meglio. Sono qui con due amici, perché abbiamo scelto insieme la medesima destinazione per questo percorso, è tutto ciò mi aiuta a sentir meno la mancanza di casa”.