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Terremoto di agosto, per riparare le case inagibili subito fino a 25mila euro. Prorogata l’autonoma sistemazione foto

Arriva l'annunciata ordinanza di Protezione Civile che mette a disposizione fino a 25mila euro per ogni unità abitativa danneggiata dal sisma del 14 e 16 agosto nei Comuni bassomolisani coinvolti. "Iter veloce per consentire di rientrare subito a casa". Intanto viene prorogata fino alla revoca dell'ordinanza di sgombero l'autonoma sistemazione agli sfollati, cioè il contributo per l'affitto.

L’ordinanza numero 576 del 15 febbraio, andata in pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, velocizza con un inedito nazionale (è la prima volta che i tempi sono così rapidi, anche e sette mesi possono sembrare tanti) la possibilità di rientrare nelle abitazioni danneggiate dalle scosse sismiche dello scorso agosto e coinvolte da ordinanze di sgombero.

La buona notizia per i cerca 400 cittadini che hanno dovuto lasciare le rispettive case nei Comuni più colpiti dal terremoto (e cioè Montecilfone, Palata, Larino, Guglionesi, Acquaviva, Guardialfiera e Tavenna) si chiama tecnicamente interventi di pronto ripristino sul patrimonio edilizio privato. È una possibilità in virtù della quale il commissario delegato Donato Toma, avvalendosi dei sindaci, è autorizzato ad assegnare al proprietario dell’immobile danneggiato un contributo nel limite massimo 25mila euro per ogni unità immobiliare.

Denaro da usare per il ripristino in tempi rapidi della cosiddetta funzionalità degli immobili. In pratica una copertura economica per interventi di manutenzione straordinaria il cui obiettivo è quello di ristabilire il prima possibile le condizioni delle case a come erano prima del terremoto e, dove necessario, di rinnovare , sostituire o rinforzare le parti strutturali danneggiate. 

Gli interessati hanno 3 mesi di tempo per presentare nel Comune in cui si trova l’immobile danneggiato la domanda di contributo, che deve essere accompagnata necessariamente dalla copia del provvedimento di sgombero e da una dichiarazione tecnica redatta da un professionista che stabilisca il nesso di causa ed effetto tra il terremoto e i danni riportati dalla abitazione, oltre alla descrizione progettuale dei lavori che si devono fare e alla loro valutazione economica.

I Comuni sono tenuti a istruire le istanze, ad approvare o rigettare le richieste, entro 30 giorni dalla data di ricezione delle domande. Gli uffici tecnici dei Comuni devono anche verificare che le abitazioni per le quali si sta richiedendo il contributo straordinario siano la prima casa.

Ulteriore passaggio è che nei 4 mesi successivi alla data di approvazione della domanda di contributo si devono ultimare gli interventi, e nei successivi 30 giorni deve essere redatto il certificato di regolare esecuzione da parte del direttore dei lavori. Il contributo spettante – si legge nell’ordinanza della protezione civile – “è corrisposto direttamente all’impresa affidataria dei lavori, ovvero al beneficiario, secondo le modalità di erogazione regolamentate con un provvedimento del commissario delegato”.

Insomma, una buona chance per chi ha subito danni inferiori ai 25mila euro e non vuole aspettare i tempi lunghissimi della ricostruzione, che potrebbero protrarsi per anni e anni come già accaduto per il terremoto di San Giuliano di Puglia e in altri eventi sismici nazionali. Ovviamente nel momento in cui i proprietari o gli affittuari delle case compromesse dal sisma riescono a rientrare viene automaticamente interrotto il contributo per l’autonoma sistemazione, cioè l’indennizzo per pagare un affitto temporaneo in una casa sicura nell’attesa della sistemazione dello stabile sgomberato dai sindaci per motivi di sicurezza. A proposito di autonoma sistemazione, sempre nella stessa ordinanza c’è un’altra buona notizia: il contributo viene prorogato fino al provvedimento di revoca dell’ordinanza di sgombero.