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Suor Elvira omaggiata dal Comune racconta la sua Africa: “Sono la voce di chi non può esprimersi” foto

Suor Elvira Tutolo ha 69 anni, origini termolesi ed ha speso più di metà della sua esistenza ad aiutare gli altri, i dimenticati: ragazzi che, se non fosse per la missione ‘Kizito’ che la suora porta avanti con costanza da ormai diversi anni, sarebbero smarriti, vittime delle violenze della guerriglia o carnefici dei loro conterranei. La sua è stata una vita umile, fatta di sacrificio, coraggio, forza ed umiltà.

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Un’esistenza vissuta accanto a chi, nel silenzio dei media, ogni giorno combatte per sopravvivere alle barbarie della guerra ed alle difficoltà di essere nato, per mera sfortuna, in una parte del mondo continuamente depredato dai potenti: i ragazzi di strada di Berberati, nella Repubblica dell’Africa Centrale. È qui che, da quasi vent’anni, Suor Elvira Tutolo aiuta i giovani, togliendoli dalla strada e dando loro speranza per un futuro sì incerto, ma meno pericoloso.

Con la sua semplicità Suor Elvira Tutolo ha ricevuto prima l’onorificenza di ‘Commandeur de la Republique’ dal paese sudafricano e, qualche giorno fa, il riconoscimento della Repubblica Italiana di ‘Commendatore al Merito’ consegnato dal Presidente Sergio Mattarella. Ed oggi, venerdì 8 marzo, nella ricorrenza che celebra le donne, il Comune di Termoli ha voluto commemorare proprio lei con una targa ed un piccolo contributo monetario, simbolo della vicinanza che la città vuole dimostrare al lavoro di Suor Elvira: “Non vi nascondo che ho avuto difficoltà a venire – ha raccontato ai microfoni della stampa – Poi mi sono detta, saranno contente tante persone e la loro gioia ricadrà su di me per cui ora sono contenta di essere venuta”.

Targa a Suor Elvira Tutolo

Accolta da un’ampia delegazione dell’amministrazione, con il sindaco Angelo Sbrocca, il vice Maricetta Chimisso, il presidente del Consiglio Comunale Manuela Vigilante, dal vescovo della diocesi di Termoli-Larino Gianfranco De Luca e dal calore delle sue consorelle, Suor Elvira ha raccontato la sua Africa, fatta di guerre, dolore ma anche tanta speranza: “Questi ragazzi, giovanissimi, sono stati presi nei gruppi armati. Li hanno costretti ad uccidere, facendo tagliare loro le teste dei propri cari e costringendoli a portarsela in giro all’interno di una busta. Oggi è la festa delle donne e sento il cuore spezzarsi a ripensare a quello che, questi aggressori, hanno fatto alle donne incinte di un villaggio: le hanno fatte mettere in fila e, con il macete, hanno tagliato le pance, uccidendo i bambini ed umiliando la maternità, disprezzandola”.

Suor Elvira è una Donna, di quelle con la d maiuscola, che non si lascia scoraggiare dalle sconfitte, ma che, al contrario, proprio da queste ultime costruisce tasselli importanti per la rinascita dei giovani: “Una volta la settimana vado in Comune lì in Africa ed urlo per dare voce a chi non può esprimersi – ha commentato Suor Elvira – Sono la voce di chi non ha voce e niente potrà mai riempirmi di più il cuore. Vorrei dirvi ancora tante altre cose, perché la gioia e la gratitudine sono talmente forti che non riesco a tenerle dentro. Vedremo di rifarci a maggio o giugno”.