Accusato di aver violentato l’amica: incarico a due periti di fama per le analisi sui reperti biologici

Il presunto stupro di Capodanno entra nel vivo dell'incidente probatorio, accertamenti irripetibili le cui risultanze saranno depositate in aula durante il processo. La Procura ha chiesto e ottenuto dal Gip la nomina di due professori, esperti di medicina genetica forense, che seguendo le tracce sui reperti rilevati dagli agenti della squadra mobile aiuteranno gli inquirenti a capire come sono andate le cose quella notte

Prosegue l’inchiesta sul presunto stupro di Capodanno che vede indagato un giovane della provincia di Campobasso accusato di aver abusato di una sua amica: saranno due professori, provenienti da fuori regione (nomi autorevoli nel campo della medicina forense), ad effettuare le analisi sui reperti biologici e non che sono stati sequestrati.

A loro infatti sarebbe stata affidata (e dovranno giurare a giorni) la consulenza tecnica nel corso di una breve udienza che si è svolta al tribunale di Campobasso. Assente l’indagato, rappresentato invece dal suo legale, Maria Assunta Baranello. In aula era presente anche il difensore della giovane, l’avvocato Luigi De Rosa.

Il sostituto procuratore Francesco Santosuosso ha quindi chiesto e ottenuto dal Gip, Teresina Pepe, la convocazione dei due esperti professionisti  che procederanno a ricostruire passo dopo passo, prove scientifiche alla mano, quanto sarebbe accaduto la notte di Capodanno in un’area della zona industriale di Campobasso.

In attesa che venga fissata la data per il giuramento dei due esperti, da quel momento la coppia di medici si metterà al lavoro per depositare le proprie relazioni sui residui organici trovati sugli indumenti e nell’auto dove,  quella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio scorso, si sarebbe consumata la violenza. Risposte potrebbero arrivare anche dalla comparazione, se sarà dato il consenso, con il dna e sui tamponi fatti dai medici dell’ospedale alla giovane che ha denunciato i fatti.

L’indagine quindi è tutt’altro chiusa anche se – eseguito questo ulteriore passaggio – pare avvicinarsi all’apertura di un eventuale processo.

Il 5 febbraio scorso, infatti, si è tenuto l’incidente probatorio a carico della vittima. La giovane, accompagnata in un ambiente protetto, ha raccontato la Gip quello che che sarebbe accaduto quella notte. 

Ora si prosegue anche con gli accertamenti scientifici utili a cristallizzare eventuali prove a carico o a discolpa dell’indagato.