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Sprechi e danni alle casse pubbliche per quasi 5 mln: la Corte dei Conti bacchetta Molise Acque e Asrem

La magistratura contabile ha accertato che nel 2011 vennero erogati emolumenti illegittimi al personale in servizio causando un danno di 3,7 milioni di euro. "L'Azienda sanitaria regionale è particolarmente attenzionata", le parole del presidente Tommaso Viciglione. Inoltre, sono stati recuperati oltre 1 milione di euro da Molise Acque. "Una cifra record", riferiscono dalla Corte dei Conti che, nonostante la carenza di organico, continua a controllare con efficienza l'operato della pubblica amministrazione.

Non è solo un momento per tracciare il bilancio dell’attività. L’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti offre uno spaccato sulla società, su una Pubblica amministrazione che fatica ad essere virtuosa e rigorosa nonostante i vari richiami degli organi preposti. Sprechi, risorse pubbliche illecitamente erogate, l’indebita percezione di fondi europei (Por, Fesr, Molise 2007-2013), emolumenti gonfiati. E poi, un evergreen: l’indebito utilizzo dei soldi pubblici da parte dei gruppi consiliari.

Un quadro disastroso che viene delineato dal presidente della Sezione giurisdizionale regionale Tommaso Viciglione e dal procuratore Stefano Grossi nella cerimonia che si è svolta questa mattina – 8 marzo – nella Sala della costituzione della Provincia di Campobasso.

anno giudiziario Corte dei Conti 2019

Ingenti le risorse recuperate a beneficio delle casse pubbliche grazie alle condanne e alle ordinanze emesse nel 2017 dalla Procura erariale: oltre un milione e 200mila euro. Ancora sul banco degli imputati le società partecipate: “Abbiamo effettuato un maxi recupero di oltre un milione di euro che per una Regione piccola come il Molise rappresenta una vera novità dal momento che solitamente i recuperi si aggirano sui 300mila euro”, spiega il procuratore riferendosi all’amministrazione di Molise Acque. 

Inoltre, ci sono state condanne in primi grado per 204mila euro. Ma la sanità resta una delle pagine più oscure: “L’Asrem è una delle amministrazioni maggiormente attenzionate per via delle numerose criticità che riscontriamo in sede di parifica del bilancio che abbiamo esaminato lo scorso novembre. Ci sono alcune criticità nella retribuzione del personale sanitario”, scandisce il procuratore Grossi. Il riferimento è al 2011, quando le indagini del Nucleo di polizia economica e finanziaria di Campobasso certificarono un danno erariale di 3 milioni e 700mila euro per la “illegittima erogazione della retribuzione di risultato”. Una “indennità di risultati mal distribuita o comunque distribuita a pioggia – le parole di Grossi –  in spregio delle norme che prevedono una corresponsione in base ai risultati raggiunti”. Un danno imputato “alla triade apicale dell’Asrem” allora in carica, “al funzionario pro tempore Asrem e al dirigente responsabile dell’Unità operativa complessa Gestione risorse umane”.

anno giudiziario Corte dei Conti 2019

Curioso poi il caso del dipendente del Ministero della Difesa che nel tempo libero faceva il disk-jockey. Anche lui è finito sotto la lente della Corte dei conti. Dai controlli svolti aveva percepito un compenso di circa 3mila euro senza l’autorizzazione del Ministero stesso.

Ma anche lo stesso personale dipendente della pubblica amministrazione non è esente da responsabilità’, come emerso dall’excursus sulle varie pronunce dell’organo contabile. Il presidente Tommaso Viciglione cita il cosiddetto “danno da tangente“: in pratica, un dipendente pubblico incaricato di riscuotere i proventi di un pubblico servizio aveva riversato nelle casse dell’amministrazione soltanto una parte di quanto incassato essendosi appropriato della parte restante.

Un altro caso ha riguardato “un dipendente dell’Asrem addetto all’elaborazione dei cedolini stipendiali che aveva operato una serie di artifici e raggiri per alterare gli importi di spettanza di dipendenti e distrarli a proprio favore“.

Oppure la magistratura contabile si è pronunciata sul caso di un dipendente pubblico accusato di essersi appropriato del carburante destinato agli automezzi di proprietà dell’amministrazione comunale.

E’ questo il quadro che emerge dal rigoroso controllo sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche da parte della Corte dei conti, pur in carenza di organico. “Per due anni consecutivi abbiamo avuto una carenza di organico e per poter organizzare le udienze abbiamo dovuto fare ricorso all’integrazione del collegio mediante l’integrazione con i nostri colleghi della Sezione di controllo. Nonostante ciò, abbiamo pronunciato 18 sentenze di condanna in più rispetto allo scorso anno”.

Per questo, l’invito del presidente della Corte dei conti, “occorre il congruo rafforzamento dei magistrati per consentire la realizzazione di una azione giudiziaria sempre più efficace e proficua per gli interessi della comunità regionale molisana”. Ma per raggiungere questo obiettivo, l’auspicio del procuratore Grossi, è fondamentale anche il ruolo della politica e dei cittadini. “Tra la politica e la magistratura devono regnare il massimo rispetto reciproco” mentre “i cittadini devono continuare a fidarsi della magistratura”.