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Gli ospedali riconvertiti e ‘gestiti’ da infermieri, dopo due anni bilancio positivo: “Vogliamo raddoppiare i posti letto”

Il modello sperimentale per le Unità di Degenza a gestione Infermieristica dell’ASReM compie due anni. Centinaia i pazienti che si sono rivolti alla struttura intermedia per l’assistenza territoriale che, a breve, potrà contare sull’ambulatorio di vulnologia e sulla riattivazione della camera iperbarica.

Era il 13 marzo 2017 quando veniva inaugurata l’Unità di Degenza a gestione Infermieristica (Udi) dell’Asrem, nata come anello di congiunzione tra l’ospedale per acuti ed il domicilio del paziente, con una rete tra infermieri e medici di medicina generale.

L’Udi, in questo lasso temporale, è riuscita ad inserirsi nel territorio, rispondendo alla necessità di assistenza ed andando a posizionarsi a metà strada tra gli ospedali che hanno subito una diminuzione dei posti letto e le cure domiciliari. Dal taglio del nastro sono passati esattamente due anni e centinaia di pazienti hanno potuto usufruire dei servizi messi a disposizione dalla riorganizzazione dei Sistema Sanitario Regionale.

L’Udi molisana, nata dal modello organizzativo sperimentale durante la riorganizzazione del triennio 2015-2018, ha l’obiettivo di fornire assistenza ai pazienti a bassa complessità clinica e ad alta complessità assistenziale, per evitare i ricoveri inappropriati presso gli ospedali per acuti di Termoli ed Isernia.

Si tratta di una delle più importanti unità per l’azienda ed è a totale conduzione infermieristica, in collaborazione e con la supervisione delle Direzioni di Distretto. Le unità di degenza a gestione infermieristica sono dirette da Giovanni Emilio Giorgetta e da Lucio De Bernardo.

La sperimentazione si inserisce nell’ambito della carenza dei posti letto presso i nosocomi del territorio molisano. Questo, però, non deve far pensare ad una chiusura degli ospedali, dal momento che le Udi si identificano nel piano riorganizzativo sanitario:Chi pensa che i nosocomi stiano per chiudere sbaglia – conferma a Primonumero.it Mariacristina Magnocavallo, coordinatrice Udi ASReM Larino e presidente Ordine delle professioni infermieristiche del Molise –. Si assiste semplicemente ad una metamorfosi delle unità, con la trasformazione di alcuni servizi e l’implementazione di altri, come l’Udi”.

Le Udi si collocano all’interno del Vietri di Larino e dell’ospedale di Comunità di Venafro, riconvertiti appositamente in ospedali territoriali di comunità e contano 20 posti letto, con un organico composto da 9 infermieri turnisti che coprono l’arco delle 24 ore. Qui vengono ricoverati i pazienti che hanno superato le acuzie, ma che hanno ancora bisogno di assistenza prima di poter far ritorno alle rispettive abitazioni.

A distanza di due anni dall’inaugurazione, sono tantissimi i pazienti che hanno usufruito, con un ottimo grado di soddisfazione, delle prestazioni infermieristiche e sono ancora numerosi coloro che si rivolgono al ricovero programmato, senza carattere d’urgenza, presso le Udi. Un bilancio del tutto positivo, che da un lato sottolinea la professionalità del gruppo impiegato e, dall’altro, ribadisce la necessità di aumentare i posti letto al suo interno.

In alcuni periodi dell’anno, infatti, le Unità di Degenza a gestione Infermieristica sono state prese d’assalto ed i 20 posti letto non sono bastati a rispondere a tutte le richieste: mesi come ottobre, novembre e dicembre hanno messo a dura prova le unità. “Con l’aumento dei picchi influenzali – spiega la coordinatrice Udi ASReM Larino e presidente Ordine delle professioni infermieristiche del Molise – abbiamo avuto un surplus di richieste”.

Di qui l’auspicio che, a distanza di qualche mese, i posti letto possano aumentare per coprire le esigenze dell’intero territorio: “La nostra speranza – continua Magnocavallo – È di avere a disposizione anche 30 o 40 posti letto per offrire i nostri servizi a chi ne ha necessità”.

A rivolgersi alle Udi sono principalmente i reparti di chirurgia, ortopedia, cardiologia, medicina d’urgenza del San Timoteo di Termoli. Comparti in cui, normalmente, le richieste di degenza superano anche le due settimane, gravando pesantemente sul bilancio regionale già assottigliato. Il ricovero presso queste unità infermieristiche, invece, consente un enorme risparmio in termini monetari, senza lesinare sulla qualità del servizio offerto: “Togliamo il ricovero dall’ospedale per acuti che ha un costo di circa 500 euro al giorno – ha continuato la coordinatrice Udi ASReM Larino – Offrendo i nostri servizi, con una spesa di 150/200 euro al giorno. Il costo viene a diminuire visibilmente e pesa meno anche sulle casse regionali”.

Inserite in un quadro più ampio, le Unità di Degenza a gestione Infermieristica sono state istituite con l’obiettivo di riorientare l’offerta sociosanitaria, tarandola sempre più sulle risposte alle persone affette da patologie cronico-degenerative che devono essere trattate al di fuori degli ospedali.

Con il cambiare delle unità, si modificano anche le richieste del territorio ed anche le Udi devono aggiornarsi costantemente per stare al passo con le necessità: “Deve cambiare innanzitutto la cultura – ha affermato Magnocavallo –. Bisognerebbe migliorare anche alcuni servizi, come il raccordo con i laboratori analisi e l’aumento delle misure di supporto”.

A breve, inoltre, nell’Udi di Larino verrà attivato l’ambulatorio di vulnologia, specializzato nella cura delle ferite difficili, in concomitanza con la riapertura della camera iperbarica. La sezione nascerà sotto la guida del Professor Paolo Carfagnini. Si tratta di un servizio importantissimo che permetterà al Molise di divenire polo d’attrazione per tutto il centro e sud Italia.

 

Fonte foto: sito Asrem