Rischio suicidario nella Polizia Penitenziaria: intesa con l’ordine degli psicologi

L'11 febbraio scorso è stato sottoscritto un protocollo per il monitoraggio e la verifica periodica dello stato psicologico degli operatori penitenziari e l’attuazione di interventi volti ad affrontare sintomi di disagio e disadattamento riscontrati nel contesto lavorativo

L’Amministrazione penitenziaria ha rilevato, nel tempo, una casistica preoccupante di eventi suicidari che riguardano il personale di polizia penitenziaria.

Monitorare e controllare regolarmente lo stato psicologico degli operatori penitenziari per dare loro aiuto e sostegno nei casi in cui si manifestino sintomi di disagio e difficoltà di inserimento è l’obiettivo del protocollo d’intesa che – come nel resto d’Italia – l’11 febbraio scorso è stato firmato tra Provveditorato regionale del Lazio, Abruzzo e Molise e Ordine degli psicologi del Molise.

L’accordo, infatti, punta a favorire il benessere organizzativo degli agenti penitenziari e le misure di contrasto al malessere nell’ambito lavorativo, al fine di migliorare le condizioni di lavoro.

Monitoraggio e verifica periodica dello stato psicologico del singolo operatore penitenziario, tariffe agevolate per accedere a qualificate prestazioni psicologiche o psicoterapeutiche di professionisti convenzionati, organizzazione di giornate divulgative attraverso conferenze a favore del personale dell’Amministrazione sono alcuni tra gli impegni previsti dal protocollo, firmato dal provveditore di Lazio, Abruzzo e Molise Cinzia Calandrino e dal presidente dell’Ordine degli Psicologi del Molise Nicola Malorni