Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

‘Tornare alla vita’ dopo il cancro, con la Lilt un programma su misura per ricominciare

Presentato oggi, ma già in funzione da fine 2018, lo sportello oncologico della Lilt nel presidio ospedaliero del San Timoteo di Termoli. Un progetto denominato ‘Nuova vita dopo la malattia’ che è finalizzato ad accompagnare il paziente nel dopo malattia affinchè recuperi il suo benessere psico-sociale. Finanziato dalla Lilt nazionale che ha scelto 13 iniziative in tutta Italia, è un’iniziativa ambiziosa che pone la Lilt della sezione di Campobasso tra le eccellenze.

Uno sportello che assista i malati oncologici nel recupero del benessere psico-sociale con azioni su più fronti. La Lilt ha presentato oggi – sebbene sia in funzione da qualche mese – lo sportello oncologico del presidio ospedaliero San Timoteo di Termoli. Una realtà innovativa per alcuni aspetti e che per altri adegua anche la nostra regione ad alti standard già centrati da altre. A presentarlo è stato il dottor Giovanni Fabrizio, oncologo e presidente della sezione di Campobasso della Lilt (Lega italiana contro i tumori). Ma sono tante le figure istituzionali e non solo che hanno voluto esserci per testimoniare il proprio plauso all’iniziativa.

Foto varie

La settimana della prevenzione, di cui è stata sostenuta più volte l’importanza, si è da poco conclusa (25 marzo) ma con il nuovo sportello si fa qualcosa che va oltre la prevenzione. Parliamo in questo caso di assistenza nel post-malattia e di come il malato – e la sua famiglia – può affrontare il reinserimento nel suo contesto familiare e sociale. Il progetto si chiama non a caso ‘Nuova vita dopo la malattia’ ed è volto proprio al recupero funzionale del benessere sotto molti punti di vista: da quello psicologico a quello nutrizionale passando per il supporto all’adozione di stili di vita salutari.

Un progetto finanziato dalla Lilt nazionale che, con i fondi del 5×1000, ne ha selezionati 13. Due sono del Sud Italia tra cui, appunto, quello inaugurato oggi. È un percorso di riabilitazione costruito su linee guida nazionali ed internazionali ma che riempie d’orgoglio i vertici istituzionali, da quelli sanitari a quelli della Regione e del Comune di Termoli. Presenti il commissario Angelo Giustini, il direttore amministrativo Asrem Antonio Forciniti, l’ex direttore sanitario Filippo Vitale e l’attuale Michelina Morelli, per la Regione il sottosegretario Quintino Pallante, e ancora il sindaco Angelo Sbrocca e la sua vice Maria Chimisso per il Comune.

Forciniti

Dopo i loro interventi, la parola poi è andata a chi, da due anni ormai, si spende sul campo per i pazienti oncologici. Il dottor Francesco Carrozza, l’oncologo responsabile del Day hospital di Termoli, e la dottoressa Carmela Franchella, responsabile dello sportello nonché vicepresidente della Lilt Cb. Il primo ha enumerato le prestazioni (3mila l’anno) che si svolgono e che vedono impegnati 3 medici e 3 infermieri. Tanto il lavoro dei volontari e tecnici della Lilt che, come ha ricordato Fabrizio, si sono formati a Reggio Emilia e hanno fatto della Lilt locale una eccellenza su tutto il territorio nazionale. Lo sportello attualmente ha in carico 40 persone. Così Carrozza: “I pazienti sempre più ci cercano, iniziamo ad avere delle liste d’attesa”. A chi si reca allo sportello viene stilato un programma personalizzato basato sui suoi bisogni nutrizionali, psicologici e sociali.

oncologo Carrozza e dottoressa Franchella

I diversi servizi gratuiti offerti nello specifico sono: oltre al punto informativo, la psico-oncologia, la riabilitazione nutrizionale, il gruppo info-motivazionale di supporto all’adozione di stili di vita salutari, gruppi di disassuefazione dal fumo, servizi di cura della persona come trucco e parrucco, servizi di trasporto per radioterapia. Ma non è tutto perché, come precisato dalla dottoressa Franchella, ci saranno anche servizi innovativi come laboratori in piccoli gruppi di tipo esperienziale e creativo (cineforum, lettura e scrittura, attività ricreative manuali) e gruppi di cammino nordic walking. Insomma tutto perché la persona che ha avuto una diagnosi tumorale riprenda in mano la propria vita e sia supportato nell’adozione di corretti stili di vita che sono importantissimi durante la malattia ma che lo sono altrettanto dopo, per evitare il rischio di recidiva. “La percentuale di persone che sopravvive dopo una diagnosi di cancro cresce del 3% ogni anno – e quindi, conclude Franchella – dobbiamo fare i conti con la ripresa della vita normale”.

Morelli e Pallante

Sottolineata da molti la virtuosità della collaborazione tra istituzioni e terzo settore, in questo caso la Lilt. Per la direttrice del presidio ospedaliero Morelli “quest’associazione di volontariato ci permette di esplicare al meglio le nostre attività sanitarie. È un servizio qualificante per i pazienti oncologici che, più degli altri, vanno ascoltati”. Il sindaco Sbrocca ha rimarcato come il recupero psico-sociale del cittadino sia un’obiettivo dell’Amministrazione stessa e come l’integrazione tra istituzioni e realtà sanitarie sia imprescindibile. Dello stesso parere Pallante che ha portato il ‘sostegno’ della Regione e che ha affermato come questa battaglia non può essere vinta senza la collaborazione di tutti e che questa iniziativa dev’essere un modello per tutto il territorio. “Non è un’operazione spot, spero sia duplicato altrove in regione”.

commissario Giustini

Il commissario alla sanità regionale Giustini con veemenza ha sottolineato come ci sia massima attenzione e collaborazione ad iniziative simili che ci dicono come “il Molise non sia secondo a nessuno”. Qualche ‘battuta’ sulle polemiche di questi giorni e infine, da parte sua, un accorato “non puntiamo il dito su nessuno, non guardiamo al passato ma volgiamoci al futuro”. Spalleggiato da Forciniti che ha puntualizzato tutto ciò dicendo come “questa iniziativa è la simbiosi perfetta di sviluppo e di servizio”, una dimostrazione del lavoro fattivo sul campo e dell’integrazione che insieme alle associazioni può e deve esserci.

Il progetto coinvolge non solo la struttura ospedaliera di Termoli ma anche l’UOC di San Benedetto del Tronto. Ma il progetto coinvolge anche gli Istituti Alberghieri di Termoli e Vinchiaturo con l’intento – da sempre campo di battaglia della Lilt – di sensibilizzare gli studenti sul tema, di inserire nel Piano dell’offerta formativa di argomenti quali la relazione tra alimentazione, attività fisica e tumori e anche prevedendo specifici percorsi di alternanza scuola-lavoro con attività per i malati oncologici.

Un progetto ad ampio raggio che non finirà quest’anno perché la Lilt nazionale lo ha finanziato anche per l’anno prossimo e sarà ancora più capillare aiutando in particolar modo chi si prende cura dei pazienti.

Foto varie

La chiusura è stata affidata a Monsignor Gianfranco De Luca che ha chiosato benedicendo questa iniziativa e con una metafora che associa il tumore alla nostra società: “Il processo tumorale nasce da una cellula malata che non si relaziona più con se stessa. È il segno del male dell’individualismo”. “Qui invece vedo che si costruiscono relazioni buone, della sinergia e del bene”. Come dire un processo positivo e virtuoso, in nuce, che lascia ben sperare.