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Ricorso contro il tunnel, la Regione rinvia tutto alla decisione del Tar. Ma Iorio vota coi 5 Stelle

La mozione del pentastellato Fontana che avrebbe impegnato Toma a valutare un ricorso contro il progetto di riqualificazione del centro di Termoli viene procrastinata su indicazione dell'assessore ai Trasporti Niro. "Sarà il Tar a esprimersi fra pochi giorni". Critico l'ex governatore che, unico fra i membri della maggioranza, vota con il M5S

Sul Tunnel ancora una volta il consiglio regionale decide di non decidere. Ma la vera notizia è forse quella politica e vede protagonista Michele Iorio, ormai sempre meno allineato alle posizioni della maggioranza guidata da Donato Toma. L’ex governatore ha infatti votato allo stesso modo dei sei consiglieri del M5s sulla richiesta di rinvio di discussione della mozione del pentastellato Valerio Fontana, il quale chiedeva di impegnare il presidente a valutare un ricorso contro il progetto di riqualificazione del centro urbano termolese. “Aspettiamo che si pronunci il Tar” ha detto l’assessore alle Infrastrutture Vincenzo Niro dettando una linea recepita dalla maggioranza, Iorio escluso.

Insomma passata la tempesta legata alla mozione di sfiducia per l’assessore Luigi Mazzuto con l’espulsione dalla Lega delle consigliere Aida Romagnuolo e Filomena Calenda, non c’è affatto mare piatto nella navigazione della consiliatura Toma. Stavolta le frizioni sono emerse sul famigerato progetto del Tunnel di Termoli, mega opera da quasi 20 milioni che vorrebbe rivoluzionare il centro cittadino della maggiore realtà turistica molisana realizzando un passante fra lungomare nord e porto, scavando un parcheggio sotterraneo da cinque piani sotto piazza Sant’Antonio, realizzando un teatro vista mare con annessi uffici e appartamenti a Pozzo Dolce.

E mentre l’iter sembra vedere lo striscione dell’ultimo chilometro, visto che si attende la validazione del progetto da parte di una società terza e infine la stipula del contratto, in Regione si è tornato a discuterne per effetto di una mozione vecchia di quattro mesi dell’esponente di opposizione Valerio Fontana.
Una mozione che mirava a porre la Regione fra coloro che si oppongono non a chiacchiere, ma coi fatti alla realizzazione dell’opera, presentando un ricorso giudiziario. Anche perchè al momento la Regione è a favore, visto che l’Avvocatura dello Stato, proprio in rappresentanza della Regione Molise, si è schierata contro i ricorrenti all’opera davanti al Tar e quindi al fianco del Comune di Termoli nella battaglia legale che dovrebbe concludersi il 20 marzo prossimo, quando i giudici del Tribunale amministrativo regionale del Molise saranno chiamati a decidere se l’iter seguito da quasi cinque anni è stato regolare o meno.

Ma mentre il centrodestra regionale sembrava intenzionato a dar manforte alla richiesta di Fontana, con Nico Romagnuolo e Quintino Pallante a ripetere nuovamente la loro contrarietà all’opera, l’assessore Niro ha preso la parola ripercorrendo le fasi salienti di un iter infinito. Ha ricordato che in conferenza di servizi la Regione ha dato il proprio parere positivo tramite il rappresentante unico, l’ingegner Massimo Pillarella. Ma ha anche aggiunto che le modifiche al progetto, decise dalla presidenza del Consiglio dei Ministri che ha fatto da mediatore al contenzioso fra Comune e Soprintendenza dei beni culturali, avrebbe di fatto cambiato il progetto approvato in conferenza di servizi alterando anche il computo economico del progetto per il quale la Regione dovrebbe concedere 5 milioni di euro di finanziamento che andrebbero ad aggiungersi a 14,4 milioni di fondi privati della ditta De Francesco Costruzioni.

Niro ha specificato che fra Comune e Regione permangono visioni differenti dei documenti da presentare o già presentati e che tuttavia la posizione dell’Avvocatura dello Stato non ha nulla di politico, bensì è figlia per l’appunto di quanto stabilito in conferenza di servizi. “E l’ultima nota inviata dal Comune alla Regione non aggiunge nulla di nuovo”. Quindi anche la concessione del finanziamento pubblico per la realizzazione del Tunnel non è ancora definita, stante questa fase di stallo.

Perciò Niro ha sostanzialmente chiesto di buttare palla in tribuna, per dirla in termini calcistici. Cioè rinviare la mozione, prendere tempo, far esprimere i giudici del Tar. Dopodiché si valuterà il da farsi. E la maggioranza si è accodata. Dei sedici presenti, in nove hanno votato a favore del rinvio (Cefaratti, D’Egidio, Di Lucente, Matteo, Micone, Pallante, N. Romagnuolo e Tedeschi, oltre alla Fanelli della minoranza Pd). Sette invece i voti contrari e qua c’è stata la sorpresa di giornata. Oltre ai sei del M5s De Chirico, Fontana, Greco, Manzo, Nola e Primiani, ecco il voto no di Michele Iorio.
Ora, tutto si può dire dell’ex governatore, tranne che sia un consigliere qualsiasi. La sua posizione fa sicuramente rumore. “Noi ora siamo dalla parte di chi vuole fare l’opera, mentre invece diciamo di essere contrari. Non vedo perchè rinviare”. Un assist forse inaspettato per Fontana, il quale ha sostenuto che “l’assessore Niro ha trovato nell’iter tante di quelle mancanze che siamo al paradosso rinviando questa mozione, perchè vuol dire bocciarla”.

Ma i numeri hanno dato torto al pentastellato. Non resta che attendere il Tar, mentre Toma, oggi assente per altri impegni, non può certo dormire sonni tranquilli quando a votargli contro è il veterano assoluto di palazzo D’Aimmo.