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Ricordo del preside Rosati a 10 anni dalla sua scomparsa

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Il ricordo è ancora vivo nel cuore di tutti, specialmente in chi gli è stato vicino a scrivere, fino a tarda sera, verbali interminabili, assimilabili a veri e propri trattati di pedagogia, psicologia, sociologia e diritto scolastico.

Purtroppo, sono passati dieci anni da quando il preside, prof. Errico Rosati, ha lasciato tutti noi sgomenti ed increduli, a causa della sua precoce ed inaccettabile dipartita. Istrionico, radicato e forte, dalla tempra straordinaria, sembrava che nulla e nessuno potesse scalfirlo, – “…e fiumi e selve sappian di che tempre, sia la mia vita”, pare voglia dire il grande Petrarca, o “siamo anime in una storia incancellabile…” della cantautrice Giorgia, quindi “gocce di memoria” – per rappresentare l’eccezionale personalità poliedrica, ferma e decisa, che emanava a distanza un’aura di indistinto mistero.

Ancora è presente un sentimento di profonda stima e di ossequio per le sue innate capacità di riflessione, di analisi, di speculazione nei diversi campi dell’essere, che lo contraddistinguevano dalla massa.  La sua caparbietà a volte lo rendeva disinvoltamente irascibile ma, secondo Platone, èquesta la virtù del coraggio che è principio della volontà, tanto da far apparire ai più caratteristiche altere e tronfie.

Dietro la corazza nondimeno si celava un’anima sensibile, poetica, artistica, armoniosa e generosa, che imprimeva negli altri fiducia, vigore e sprone. Chi ha avuto la fortuna di incrociarlo sui propri passi è rimasto affascinato dal suo modo di trattare gli argomenti, di presentare un autore, uno studioso, un poema letterario, una vicenda sociale o storica.  Il suo estro si estrinsecava nella fotografia, nella foto-pittura, nella poesia, nella narrazione, nel teatro, arti per le quali ha profuso a piene mani inesauribili energie, con la realizzazione di laboratori d’eccellenza che hanno permesso ai suoi alunni di poter utilizzare le cosiddette intelligenze multiple, esplicitate per ciascuno in sereno successo formativo.

Per questo la sua fama non si è fermata al Provveditorato agli Studi di Campobasso, ma è trascesa oltre i confini regionali per essere intercettata dagli Ispettori e dai tecnici del Ministero della Pubblica Istruzione: ben due puntate di Rai Educational furono trasmesse sulle esperienze didattiche messe in campo nella scuola di Santa Croce di Magliano. Il cartone animato, progetto avviato in collaborazione con il prof. Antonio Giordano, e le esperienze linguistico-espressive, con il prof. Angelino Licursi, divenuto poi preside di numerose scuole molisane.  Una forza centrifuga e centripeta, quella del preside Rosati, che ha fatto meritare l’appellativo “Atene del Molise” alla Scuola media “M. Del Gatto”, che in quegli anni era un modello da imitare da tutte le altre scuole del territorio.  Il suo vigore ha catalizzato altresì sempre tutti gli operatori della scuola, docenti e non, anche nelle più piccole incombenze, come quella di ritinteggiare le aule in una gara di contagiosa allegria, con il fine di garantire agli alunni benessere e soddisfazione negli studi.

Il terremoto del 31 ottobre 2002, che ha toccato in maniera indelebile la vicina scuola di San Giuliano di Puglia, con la perdita di ventisette bambini e della maestra Carmela Ciniglio, ha segnato il passo di tutti e in particolar modo del preside Rosati, già provato per la sferzata ricevuta dalla scossa tellurica alla sua venerata Scuola “Del Gatto”; sgomento, attonito, ha operato su quelle macerie in quella infausta notte, marchiandola sua anima con un indelebile fiume di dolore.

Questo scritto vuole essere un omaggio alla sua persona, al suo amore per la Scuola, per gli allievi, per i docenti, per i colleghi e il personale tutto; la sua personalità autentica, schietta e franca, che imprimeva vivacità e maieutica socratica alle relazioni umane è il più bel ricordo che possiamo conservare.

Egli resta fra i più ammirati professori e dirigenti scolastici della nostra piccola, grande e bella regione; l’auspicio è che il ricordo della sua persona possa ancora destare orgoglio ed essere faro per i nostri cuori e per le generazioni a venire.

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