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Rapine al bar del lungomare, torna libero il 40enne. Il terzo va ai domiciliari

Il Gip dispone la non convalida dell'arresto per Andrea Salvatore, mentre a Giuseppe Quinci sono stati concessi i domiciliari

Due in libertà, uno ai domiciliari. A meno di 72 ore dall’arresto, nessuno dei tre uomini accusati di essere i rapinatori del bar del distributore Api del lungomare nord di Termoli è rimasto in carcere. Stamane è stata disposta la non convalida dell’arresto per il 40enne Andrea Salvatore che quindi torna libero, mentre resta la misura cautelare per Giuseppe Quinci, 47 anni, a cui però il Gip ha concesso i domiciliari. Era tornato a casa già qualche ora dopo l’operazione dei carabinieri il più piccolo dei fratelli Quinci, il 43enne Marcello, per il quale non c’erano elementi per convalidare il fermo.

Si sono svolti infatti questa mattina 23 marzo nella casa circondariale di Larino gli interrogatori di convalida dei tre pregiudicati che i carabinieri avevano acciuffato nelle prime ore di mercoledì, trovando nell’auto e nell’abitazione utilizzate dai tre refurtiva e materiale derivanti con molta probabilità proprio dal colpo commesso alle 4,30 di quella notte nel locale del gruppo Fiardi Spa.

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Il giudice per le indagini preliminari ha interrogato Andrea Salvatore, giovane bassomolisano difeso dagli avvocati Ruggiero Romanazzi e Tiziano Cilli. Salvatore ha negato ogni addebito, sostenendo di aver incontrato i fratelli Quinci la mattina attorno alle 7 e di non aver nulla a che fare con la rapina. Di fronte alle prove a carico dell’indagato, la giudice Rosaria Vecchi ha disposto la non convalida dell’arresto con immediata rimessa in libertà del 40enne.

Arresto invece convalidato per il siciliano trapiantato in Basso Molise Giuseppe Quinci, difeso dall’avvocato Nicola Bonaduce. Tuttavia è stata accordata al 47enne la misura cautelare degli arresti domiciliari. Intanto vanno avanti le indagini affidate ai carabinieri della compagnia di Larino e coordinate dalla pm della Procura della Repubblica di Larino, Marianna Meo.