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Pd, parte l’era Zingaretti: “Partito aperto e pluralista”. All’assemblea anche i delegati molisani

Nel giorno del suo insediamento il neo segretario dem lancia la sfida a Salvini e delinea il campo di azione del partito. A Roma anche i delegati molisani

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E’ il giorno della consacrazione per il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti, vincitore delle primarie dello scorso 3 marzo. Ci sono 2mila persone all’Hotel Ergife di Roma che ospita l’assemblea nazionale che segna il punto di inizio del nuovo corso dem con l’insediamento e l’ufficializzazione della segreteria.

Ufficializzati i risultati definitivi delle primarie a cui hanno votato 1.582.083 persone. Zingaretti avrà la maggioranza grazie alle preferenze ottenute: 1.035.955 preferenze (66%). Mentre sono 345.318 voti (pari al 22%) i voti presi da Martina, 188.355 voti (pari al 12%) quelli di Giachetti. Voti che consentono di definire in questo modo l’Assemblea: 119 membri dalle liste collegate a Giachetti, 228 per l’area Martina, 653 delegati per Zingaretti. Tra di loro gli esponenti molisani: oltre a Vittorino Facciolla, neo segretario e membro di diritto dell’assemblea, i delegati eletti nella lista che ha riportato nelle primarie del 3 marzo il maggior numero di voti – “Molise per Zingaretti” – ossia Carlo Veneziale e Bibiana Chierchia e i due eletti di ‘Piazza Grande’ Luciano Sposato e Laura Venittelli. 

Dal palco il nuovo segretario del Pd ha delineato il Pd che ha in mente: “Un partito diverso, più aperto, più inclusivo, realmente democratico”. Un partito che “sia capace di fare autocritica e che guardi alla sofferenza” della società. Il ‘nuovo’ Pd dichiara guerra alla Lega per “impedire la salvinizzazione del Paese”.

Il primo esame per il Pd di Zingaretti saranno le elezioni Europee e le Amministrative di maggio: “Il nuovo Pd – ha scandito Zingaretti – nasce dalla consapevolezza che questo nuovo inizio ci impone riflessioni, programmi e alleanze nuove”. “Il nostro obiettivo per le Europee è mettere in campo una lista che ci possa consentire di battere la Lega di Salvini. Penso che tra di noi c’è un clima adatto a questa sfida. Non è per ‘buonismo’ o per ‘volemose bene’. Questo partito deve avere di nuovo in testa che si fa un partito per il Paese e per vincere le prossime elezioni, non si fa un partito per guadagnare posizioni personali”.

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