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Panchine rosse e mimose, “anche i simboli servono per nutrire il rispetto”. Lina, 97 anni, emblema (per caso) dell’8 marzo fotogallery

Inaugurata una panchina rossa nella villa comunale di Guglionesi e in altri centri per tenere a mente il valore della diversità e contrastare la violenza di genere. Molte le iniziative, con inaugurazioni e convegni, che si celebrano oggi. Una data, quell'8 marzo, utile anche a ricordare tragedie "vicine", come il massacro di Maria Ciccotti, a Guglionesi, nel 2012. Stamattina un mazzo di mimose è comparso nei pressi della sua abitazione

Non sente bene, bisogna accostarsi alle sue orecchie per darle gli auguri. Ma che oggi sia l’8 marzo Lina Notarelli, 97 anni da compiere, guglionesana, lo sa benissimo. E’ la prima donna a sedersi sulla panchina rossa, ancora odorosa di vernice fresca, dopo la cerimonia di inaugurazione all’ingresso della villa comunale di Castellara, dove il sindaco Mario Bellotti, la consigliera di minoranza dei 5 Stelle Giuliana Senese, promotrice dell’iniziativa, e gli studenti del Liceo locale si sono dati appuntamento per un taglio del nastro simbolico. Lina arriva quando è tutto finito, in compagnia della sua badante, un giovane di colore dal sorriso vigoroso. Si lascia fotografare con una elegante alzata di spalle e un accenno di sorriso sulle labbra dipinte. Si guarda attorno, scruta austera il passeggio in una bella giornata di sole, sbottona il cappotto di sartoria perché il sole scalda forte. Trattiene la sua vita nella ragnatela di rughe che non riesce a nascondere la bellezza del volto, e si capisce che è una vita piena, lunga e densa di “fatti”, sentimenti, addii. “Auguri a voi, auguri a tutte le donne, ne abbiamo bisogno”.

Simbolo, perfetto, di questa giornata in cui le Amministrazioni mobilitano la popolazione con iniziative di intitolazioni, inaugurazioni ed eventi per ricordare il valore della donna, rimarcare il diritto all’uguaglianza nel valore della diversità. A Guglionesi, sulla scorta di quanto già accaduto altrove, è stata dipinta di rosso fuoco una delle panchine di legno del giardino pubblico. Sopra spicca il giallo acceso e brillante delle mimose, e una frase di sensibilizzazione vergata col pennello.

Il primo cittadino e parte della sua maggioranza, con una rappresentanza femminile di spicco, ringrazia Giuliana Senese, fino a non molto tempo fa presidente del Consiglio, eletta con i 5 Stelle, che con i risparmi sul taglio delle indennità ha, tra le altre cose, voluto la trasformazione della seduta pubblica in un simbolo per tutti, utile a ricordare “che noi siamo fondamentali e il rispetto è un valore primario”, come spiega rivolgendosi soprattutto agli studenti del Liceo di Guglionesi accompagnati dalla preside, tenendo per mano la parlamentare Rosa Alba Testamento, arrivata direttamente da Isernia per non perdersi l’evento.

Parole che esortano all’uguaglianza, alla difesa dei diritti delle donne, ancora troppo sacrificati anche dal punto di vista professionale. Parole che ricordano, perché la cronaca dimostra che non è affatto scontata, l’importanza del rispetto, questo vocabolo sbandierato in tutte le declinazioni ma archiviato all’occorrenza, messo da parte per brutalità, soprusi, convenienze spesso legittimate dalla “società”. La giornata dell’8 marzo è una data del calendario utile a tenere viva la memoria di quanto accaduto e continua ad accadere ai danni del genere femminile, e come Giuliana Senese lascia intendere benissimo, non occorre riferirsi solo a “luoghi lontani”, a città che non sono le nostre, a posti diversi indicati dalla cronaca cruenta che ogni giorno racconta omicidi e botte, per intuire e riconoscere la portata di un fenomeno che riguarda tutti e non fa, purtroppo, eccezioni di sorta. Che parte dall’occhio nero tra le mura domestiche e finisce – spesso – con pestaggi fatali. Di esempi ce ne sono anche qui, perfino a Guglionesi. “Anche noi abbiamo avuto un caso” ricorda la consigliera. Si riferisce alla morte di una donna di 55 anni avvenuta il 12 agosto del 2012. Maria Ciccotti è stata picchiata in modo selvaggio dal figlio, all’epoca 37enne, tossicodipendente, condannato a 13 anni di reclusione. Stamattina, nei pressi dell’abitazione dove avvenne il massacro, è comparso un mazzo di mimose.