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Il caso Molise: la ‘grande emorragia’ dei camici bianchi. E il commissario richiama in servizio i pensionati

Ha fatto parlare tutta Italia la decisione del commissario Giustini che ha chiesto all'Asrem di richiamare il personale "in quiescenza" per risolvere i problemi nel reparto di Unità operativa complessa (Uoc) di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Cardarelli di Campobasso. Ma tutto il sistema sanitario nazionale rischia di andare in tilt: entro il 2025 ci saranno 16.500 specialisti in meno. Il governo corre al riparo: 50 milioni per le assunzioni. I sindacati: "Non basteranno, così saranno reperiti solo 500 medici".

Meno reparti, medici e infermieri insufficienti. Ospedali pubblici che rischiano di andare in tilt e di non riuscire a garantire un’assistenza sanitaria adeguata. Nel giro di pochi anni quella che era considerata una professione ambita è diventata particolarmente complicata. Ma questa volta non si parla solo del Molise, dove c’è il blocco delle assunzioni causate dal piano di rientro dal debito sanitario. Previsioni preoccupanti riguardano quasi tutte le regioni italiane. Mancano pediatri, internisti, chirurghi, cardiologici. Un sistema che rischia di collassare, insomma, come emerge dallo studio del sindacato di categoria Anaoo-Assomed pubblicato dal Sole 24 ore.

I numeri: in dieci anni il personale nelle strutture sanitarie pubbliche è diminuito fortemente. Dal 2005 al 2015 oltre 18mila tra medici e infermieri hanno lasciato il nostro Paese per trasferirsi all’estero. Senza dimenticare che fanno le valigie anche i laureati in medicina che all’estero frequentano scuole di specializzazione.

Dalla medicina d’urgenza alla pediatria, nei prossimi anni “non basteranno i neo specialisti a sostituire chi andrà in pensione”, denunciano dal sindacato. Che fornisce dati scoraggianti: tra i nuovi ingressi e i pensionamenti, nel 2025 ci saranno 16.700 specialisti in meno. 

Di fronte a tale emorragia di camici bianchi, le Regioni si attrezzano come possono. E il Molise è diventato un caso finito alla ribalta nazionale di cui hanno parlato tv e giornali: il neo commissario Angelo Giustini ha deciso di richiamare in servizio i pensionati. “In considerazione delle difficoltà di reclutare dirigenti medici, si autorizza l’Asrem all’espletamento di procedure per il conferimento di incarichi libero professionali estese anche a medici specialisti in quiescenza”, scrive Giustini nella direttiva trasmessa all’Azienda sanitaria regionale. Il provvedimento segue la nota trasmessa ai vertici aziendali dal direttore facente funzioni della Unità operativa complessa (Uoc) di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, nella quale viene evidenziata la “gravissima criticità di personale medico in dotazione”, accanto a “grosse difficoltà a garantire una corretta turnazione”.

Ed è stato lo stesso commissario a firmare un decreto per sollecitare l’Asrem a procedere con i concorsi per le assunzioni dei medici indispensabili ai nosocomi per continuare a funzionare, e a prorogare i contratti a tempo determinato fino alla conclusione delle procedure concorsuali straordinarie, entro il 30 giugno 2019. In tutto ciò anche il Consiglio regionale ha approvato una mozione proposta da M5S per impegnare il governo regionale a finanziare borse di studio per specializzandi da formare e trattenere negli ospedali molisani.

Di fronte a un sistema che rischia di ‘scoppiare’ si sta iniziando a muovere anche il governo nazionale: il 21 marzo, in Conferenza Stato Regioni, Ministero dell’Economia, Ministero della Salute e Regioni hanno trovato l’intesa per favorire nuove assunzioni. Via i vincoli di spesa, le Regioni avranno a disposizione 50 milioni per i nuovi contratti. 

“Ho portato avanti il mio impegno per superare l’anacronistico blocco delle assunzioni nella Sanità imposto dal 2009 a tutto il Servizio sanitario nazionale”, il commento su Facebook del ministro Giulia Grillo. La norma dovrebbe venire inserita nel primo provvedimento utile. Ma non tutti sono convinti della sua efficacia: per i sindacati, 50 milioni consentiranno l’assunzione di 500 medici. Pochi se si considera che ce ne vorrebbero oltre 30 volte di più.