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Nuovo sabotaggio alla Cattolica: incendiata carta igienica nel bagno. Ci sono due sospettati

A distanza di tre giorni la Fondazione Giovanni Paolo II fa i conti con un nuovo atto vandalico, questa volta commesso all'interno dei servizi igienici al terzo piano dell'edificio. L'autore potrebbe essere stato lo stesso che la notte tra domenica e lunedì scorsi ha manomesso le sale operatorie. Indagini della Polizia.

Il sabotaggio delle sale operatorie non è rimasto un episodio isolato. Ieri – 27 marzo – un nuovo episodio ha scosso la Cattolica di Campobasso, dove qualcuno ha appiccato il fuoco ad un rotolo di carta igienica in uno dei bagni della struttura di Largo Gemelli. A differenza di quanto avvenuto la notte tra domenica e lunedì 25 marzo, quando qualcuno si è introdotto in un’ala protetta dell’ospedale per manomettere gli impianti di ossigenazione e i frigoriferi contenenti costosi farmaci, questa volta i danni economici sono stati irrisori. Ma resta il tentativo di intimidazione che sta mettendo in subbuglio la Fondazione Giovanni Paolo II.

Il rogo appiccato intorno alle 8 all’interno dei servizi igienici al terzo piano dell’edificio, nei pressi di una sala di attesa, è stato spento prontamente con gli estintori presenti nei corridoi. Poi sono stati immediatamente allertati Digos e Scientifica che, arrivati sul posto, hanno effettuato i rilievi del caso.

Il fatto non ha lasciato indifferente operatori e vertici aziendali, quest’ultimi già nel mirino dell’anonimo sabotatore che con un biglietto li avrebbe minacciati e fortemente criticati. E’ la stessa persona che ha dato fuoco ad un rotolo di carta igienica in una delle toilette? E’ quello che stanno cercando di capire la Digos di Campobasso. A quell’ora, ad eccezione di medici e infermieri, non ci sono persone ‘estranee’ nelle corsie perchè non è orario di visite.

Il sospetto che abbia agito la stessa mano c’è e che dunque i due fatti siano collegati. Probabilmente qualche lavoratore arrabbiato che potrebbe aver deciso di ‘vendicarsi’ nei confronti della dirigenza. 

I poliziotti stanno svolgendo tutte le attività volte alla ricostruzione dei fatti: ad esempio, hanno visionato le immagini della videosorveglianza dopo la manomissione dei macchinari nella sala operatoria e ascoltato alcuni dipendenti della Fondazione. Perciò, avrebbero stretto il cerchio sui dipendenti “arrabbiati” e in particolare su due operatori sanitari. Ma non si esclude nemmeno che sia stato un atto di emulazione.