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Next Gen: tanta Serie C e tanta Juventus fra i giovani talenti del calcio

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La rinascita del calcio italiano parte necessariamente da quella fredda sera di novembre, era il 2017 presso lo Stadio di San Siro a Milano: l’Italia contro la Svezia sprecava l’occasione di qualificarsi ai successivi Mondiali in Russa del 2018, a distanza di quasi 60 anni dall’ultima cocente delusione. Fu il punto forse più basso nella storia del calcio italiano, fra polemiche e crisi tecniche: soprattutto, l’esigenza di ritrovare quel bacino di giovani perduto negli anni, o forse semplicemente dimenticato.

Perché l’Italia non può improvvisamente aver smarrito quel talento avuto per oltre un secolo, durante il quale si sono messi in mostra in giro per il mondo alcuni degli interpreti più importanti nella storia di questo sport: quello che è successo dal nuovo millennio in poi, semplicemente, è stato dettato da un eccesso di esterofilia acuta. Che ha finito per ripercuotersi pesantemente: sia sui risultati a livello di club, che della Nazionale stessa.

Da quest’anno in Serie C vi è stato l’avvento storico delle squadre B, sulla falsa riga di quanto avviene da tempo ad esempio in Spagna e Inghilterra, seppur in maniera molto più efficace ed organizzata. Anche in questo settore l’unica società che veramente ha saputo strutturarsi e adeguarsi al nuovo regolamento, è stata la Juventus. Tanti i giovani talenti lanciati dai bianconeri nella categoria, alcuni dei quali addirittura con un curriculum europeo.

È ad esempio il caso del jolly di centrocampo Caligara, classe 2000 ed in forza all’Olbia dove si sta mettendo in mostra con continuità e diversi bonus a servizio della squadra. Oltre tre anni fa, una presenza persino in Champions League con Allegri in panchina. Non solo lui, ma tanti sono i piccoli campioni lanciati dalla Juve o persino pescati presso altrui vivai: è il caso anomalo dell’attaccante francese Mavididi, classe 1998 e prelevato dall’Arsenal per una cifra pari ai due milioni di euro.

Se a livello di club vi sono regioni che faticano a lanciare le proprie squadre nelle serie importanti del calcio italiano, come il piccolo Molise, hanno comunque potuto vantare nei decenni di aver dato i natali ad alcuni dei più importanti giocatori della scena Mondiale. Basti pensare a Giuseppe Rossi, molisano doc, con una crescita avvenuta fra Usa e soprattutto Manchester United con i campioni di quella fantastica squadra capace di vincere tutto.

Molise terra di emigranti, come il grande Rivelino, nato da una famiglia di emigranti italianissimi a San Paolo. Suo padre era un ambulante di Macchiagodena, oggi provincia di Isernia, allora un centro di poche anime del povero Molise della prima metà del Novecento da cui salpò per il Sudamerica. L’ultimo in ordine di tempo è l’uruguagio Vecino, dal classico cognome molisano sebbene la pronuncia sia quella sudamericana: oggi all’Inter, ma i nonni hanno origine proprio dalla piccola regione del Belpaese, difatti partirono da Torella del Sannio per trovare fortuna in Sudamerica.

Talenti italiani, in vivai di tutta Italia, pronti a ricostruire un futuro azzurro che ha appena vissuto una delle pagine più sbiadite della sua gloriosa storia.

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