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Multe sparite o intascate, vigile a processo. Presunte molestie alla Municipale, sindaco a giudizio per omessa denuncia

Il primo cittadino rinviato a giudizio con l’istruttore di vigilanza Rossano Giannetti per l’accusa di omessa denuncia per un presunto caso di molestie interno alla Polizia Municipale di Montenero, risalente a oltre 15 anni fa. Il vigile Angelo Lallopizzi dovrà invece rispondere di peculato per verbali che non avrebbe riscosso o addirittura soldi delle multe intascati

Sindaco, istruttore di vigilanza e vigile urbano di Montenero a processo, ma con tre diverse accuse. Quella forse più grave pende sulle spalle dell’agente di polizia municipale Angelo Lallopizzi, accusato di aver fatto sparire delle multe o aver intascato i soldi versati da alcuni cittadini per pagarle.

Ben diversa è la vicenda che vede imputato il sindaco di Montenero di Bisaccia Nicola Travaglini, rinviato a giudizio con l’accusa di omessa denuncia per un presunto caso di molestie fra colleghi avvenuto all’interno della Polizia Municipale di Montenero di Bisaccia nel 2003. Un fatto da tempo prescritto per la legge italiana, ma secondo il Gup di Larino, il sindaco avrebbe dovuto denunciare il fatto quando ne venne a conoscenza, fra il 2011 e il 2012.

Ricostruzione che chiaramente il sindaco contesta. “Sono sereno e completamente estraneo alla vicenda” ha fatto sapere Travaglini preannunciando una conferenza stampa domani, 2 marzo, nello studio legale termolese dell’avvocato Domenico Porfido. Secondo la versione del sindaco infatti, ebbe notizia delle presunte molestie quando l’indagine della magistratura frentana era stata appena aperta ed era stata notificata al Comune dalla Procura. Della stessa accusa dovrà rispondere a partire dal 13 giugno prossimo, quando inizierà il processo, anche l’istruttore di vigilanza Rossano Giannetti.

I fatti contestati dai magistrati, in un’inchiesta prima condotta da Antonio La Rana e ora passata nelle mani di Ilaria Toncini, riguardano il primo periodo dell’attuale decennio, fra il 2011 e il 2014. Per l’accusa, Lallopizzi avrebbe alterato dei verbali relativi ad alcune multe e intascato i soldi della riscossione di una contravvenzione. In altri casi, secondo alcune testimonianze verificate dalla pubblica accusa tramite la Guardia di Finanza, avrebbe invece annullato alcuni verbali. Per questo l’ipotesi di reato a suo carico è quella di peculato. Un’ipotesi di reato della quale l’Amministrazione comunale sarebbe venuta a conoscenza proprio dalla Procura in fase di indagini.