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Movida trasgressiva: via Ruffini immondezzaio ed orinatoio a cielo aperto

Decine di ragazzi affollano via Ruffini, in pieno centro termolese, soprattutto nei fine settimana. Sostano davanti ai bar fino a notte fonda, parlano, bevono e fumano. A volte, però, la movida diventa molto fastidiosa e trasforma intere zone della città in strade invivibili per i residenti: scarti di ogni genere, bottiglie in vetro rotte, pacchetti e cicche di sigarette gettate a terra sono l’aspetto negativo della gran massa di giovani, e meno giovani, che affollano le vie.

Gli effetti collaterali dei bagordi del sabato sera sono ben evidenti e, con il passare del tempo, diventano sempre più gravi ed insopportabili. Basta guardare quel che è stato lasciato in via Ruffini per rendersi conto del fatto che la voglia di divertirsi spesso lascia ampio spazio alla maleducazione, ad un senso di inciviltà, insolenza e di superiorità.

Post movida Via Ruffini

Accanto alle buste di plastica, contenenti ancora scarti di cibo, e bicchieri di plastica semi vuoti, trovano spazio anche pacchetti di sigarette ormai vuoti accompagnati dalle cicche residue, tappi di bottiglie di birra e pezzi di carta vari. Come se tutto questo squallore non fosse già abbastanza, qualcuno ha ben pensato di arricchire la ‘splendida cartolina’ con dei disegni fallici che hanno imbrattato i muri con spray neri o colorati e con dell’urina, difficile da trattenere dopo aver trascorso la serata ad ingurgitare alcool, che si mischia ai profumi delle cucine.

L’assenza di educazione e di pene severe ha trasformato Termoli in un immenso immondezzaio, una fotografia di quel viaggio nel caos che è oggi la movida. Camminare lungo queste vie, la domenica mattina, è pressoché impossibile: ad ogni bevuta corrisponde sempre la rottura della bottiglia di vetro, è quasi un rituale che trasforma l’asfalto ed i marciapiedi in un campo di guerriglia urbana post-sballo.