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Montorio, un piccolo paese custodisce le tavole di San Giuseppe foto

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Una piccola comunità, un grande patrimonio storico e culturale. Al centro una religiosità popolare diffusa e una fede che si rinnova nel tempo e viene trasmessa anche alle nuove generazioni. Le tavole di San Giuseppe a Montorio nei Frentani rappresentano un punto di riferimento per la vita stessa del paese. Motivo di incontro, di impegno, partecipazione. Senso di una comunità viva. La vigilia, la notte, il giorno della festa.

Due le tavole allestite quest’anno in due locali del centro frentano. Da un lato, quella abituale di Costanzo Iamonico, dall’altro la tavola organizzata, per la prima volta, da un gruppo di donne del paese coordinate da Maria Di Michele e da Giovanni Doganieri insieme ai figli. Una famiglia, quest’ultima, molto legata al paese e che si è trasferita, per motivi di lavoro, nella zona di Cervia e molto apprezzata nel settore della panificazione.

Negli ambienti di un ex supermercato è stato allestito l’altare e sono state servite le tredici pietanze secondo il seguente ordine: arance condite con olio e zucchero, giardiniera, fagioli, ceci, cicerchie, fave, lenticchie, riso bianco condito con olio e pepe, baccalà al forno, rape, funghi, scapece e, infine, bucatini con la mollica e baccalà fritto. I bucatini, per tradizione, si mangiavano con le mani.

Nella tavola è stata rappresentata la Sacra Famiglia con la Madonna, San Giuseppe e il Bambinello interpretati da una coppia e da un bimbo, due anziani coniugi (i vecchi) e almeno altri otto uomini. Poi tutti gli altri commensali hanno partecipato alla tavola “comunitaria”. Momenti di fraternità e profonda devozione tra preghiere, canti, il ricordo di chi non c’è più e un impegno significativo per dare impulso e rinvigorire la tradizione. Il parroco, don Giovanni Licursi, ha benedetto gli altari e le pietanze e celebrato la messa in onore di San Giuseppe cui è seguita la processione lungo le vie del paese. Sullo sfondo tanti ricordi e un canto che tocca il cuore e richiama varie parti del corpo del padre putativo di Gesù e i simboli della tradizione: “Il giglio di San Giuseppe, Son tutti fior, son tutti fior; son tutti fior, son tutti gigli, viva San Giuseppe con tutti i suoi figli”.

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