Quantcast

Metropolitana leggera, cantiere tra incognite e ritardi. Progetto da finire entro il 2022 foto

I lavori procedono, ma restano le perplessità. La fermata di via delle Frasche “limitata” da barriere architettoniche, quella di via Duca D’Aosta ancora in alto mare. E mancano i treni.

I lavori sono partiti, qualche fermata ha visto già la luce. Eppure mancano i treni.  La metropolitana leggera, al momento, pare ancora un miraggio.

Certo, i margini di manovra sono ancora discreti, dal momento che per l’attivazione effettiva del servizio c’è tempo fino al 31 dicembre 2022, ma la sensazione è che il progetto inerente al complessivo miglioramento del sistema regionale di trasporto – costato circa 23 milioni di euro (per la prima parte del collegamento, 41 chilometri circa) e sottoscritto con Rfi dall’ex governatore Frattura – stenti a decollare. 

L’unica fermata ad esser stata completata, al momento, è quella di via delle Frasche, a pochi metri di distanza dalla “Casa degli angeli”. E qualche timida perplessità l’opera l’aveva pure suscitata, evidenziando l’assenza di dispositivi in grado di bypassare le barriere architettoniche presenti. 

Stallo totale pare invece regnare invece sulla struttura di via Duca D’Aosta, secondo “stop” pensato per il capoluogo. Un cantiere ben lungi dall’essere in dirittura d’arrivo, affacciato tra la zona della piscina comunale e i campi da tennis con vista tangenziale. Per ora, in buona sostanza, un corridoio di cemento sperduto in una sorta di valle brulla, più che un reale snodo progettuale. 

A conoscere la fase di ultimazione prossimamente dovrebbero essere invece gli interventi effettuati sulle stazioni di Matrice e Bojano.  La scorsa settimana l’assessore ai trasporti, Vincenzo Niro, ha incontrato i vertici di Ferrovie dello Stato per fare il punto della situazione sullo “stato dell’arte” e tracciare un primo bilancio.  “Non ci sono state novità eclatanti. L’incontro è stato concordato perché stiamo cercando di fare un controllo serrato sul rispetto dei tempi per la consegna dei lavori” – ha spiegato l’assessore regionale, pronto ad approfondire anche la questione relativa alla mancanza dei treni da impiegare sulla nuova tratta: “Mancano i treni, come già spiegato, ma non è una problematica che si può affrontare adesso, perché bisogna capire prima la struttura qual è, chi la gestisce e che tipologia di ‘macchine’ supporta. Non è qualcosa che si può risolvere in tempi brevi, in due battute”.

Le incognite, dunque, restano. Così come i pareri contrastanti sull’opera: non sono in pochi a pensare, infatti, che investire in interventi di diversa natura- magari sviluppando un piano specifico per ridare finalmente lustro al martoriato sistema stradale locale – avrebbe potuto rappresentare una soluzione maggiormente funzionale. Le criticità del comparto trasporti, a livello regionale, incarnano ormai una problematica atavica, che continua a pesare da tempo immemore sulle spalle dei cittadini molisani. Strade colabrodo, collegamenti impervi e una rete ferroviaria troppo spesso vittima di estenuanti disservizi per gli utenti (basti pensare, ad esempio, alle ricorrenti “odissee” che sovente turbano il percorso in treno Campobasso-Roma) sono solo alcune delle emergenze in questione. Emergenze che, per molti, avrebbero potuto e dovuto conoscere un diverso grado di urgenza, prioritaria rispetto alle istanze del cosiddetto “pendolarismo breve”.

Intanto, il programma per la metropolitana leggera va avanti secondo la tabella di marcia stabilita. A maggio dovrebbero addirittura segnare l’apertura del cantiere per l’elettrificazione. 

“I lavori nelle stazioni vanno avanti, in ogni singolo presidio – ha commentato l’assessore Niro – E’ chiaro che non si può conoscere quotidianamente lo stato di avanzamento di ogni stazione, ma la cosa certa è che tutte le fermate dovranno essere terminate, e dunque consegnate, secondo quanto stabilito dal progetto e secondo i termini previsti”.