L’indagine della Mobile inchioda l’imbrattatore “Pensa”: il Riesame lo tiene in carcere

Dopo Andrea Maselli (confinato ai domiciliari) i giudici si sono pronunciati respingendo la richiesta di scarcerazione a carico di Michele Di Bartolomeo. L'avvocato Silvio Tolesino: "Aspetto le motivazioni. Fascicolo voluminoso"

Questa mattina il Riesame ha notificato anche il verdetto relativo alla decisione sul destino di Michele Di Bartolomeo, alias “Pensa”, in carcere dall’otto marzo scorso, dove dovrà restare ancora.

I giudici hanno infatti respinto la richiesta di scarcerazione o in subordine degli arresti domiciliari che il difensore, l’avvocato Silvio Tolesino, aveva presentato poche ore dopo l’esecuzione dei provvedimenti emessi dal Gip su richiesta del sostituto Giuliano Schioppi.

“Aspetto di conoscere le motivazioni del Riesame – ha detto laconico l’avvocato – per il resto ribadisco che il fascicolo a carico del mio cliente è particolarmente voluminoso quindi prima decidere qualunque cosa in merito ad eventuali strategie processuali vorrei concentrami sulla lettura degli episodi che gli vengono contestati”.

 Sul 25enne pesano infatti diverse settimane di accertamenti e indagini compiute dalla squadra mobile di Campobasso subito dopo l’ormai famosa “rapina del rolex” che accadde ad agosto scorso in Piazza Cesari Battisti a Campobasso.

 Da quel momento gli agenti del dottor Iasi hanno seguito, documentato e verificato tutti gli spostamenti e le condotte di Michele Di Bartolomeo, relazionando tanti e tali episodi delittuosi che sono confluiti in oltre mille pagine di rapporti di polizia e ragguagli all’autorità giudiziaria.

Materiale probatorio che ha avuto un peso rilevante rispetto alle accuse che vengono mosse al 25enne, peraltro autore di delitti per i quali era già stato condannato. Dunque una situazione la sua che – diversamente da Maselli – appare complessa e articolata per una molteplicità di aspetti.

Andrea Maselli, il 19enne che è stato colto con Di Bartolomeo subito dopo la rapina alla donna brasiliana in via Monte San Gabriele, da ieri sera invece si trova agli arresti domiciliari. Incensurato e reo confesso per quella rapina commessa a gennaio scorso, ha lasciato la casa di reclusione di via Cavour accompagnato dai legali Giuseppe Fazio e Letizia Di Lena.