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Liceali umbri in gita al Terminal Bus: murales e street art da visitare come i musei foto

Da Perugia alla scoperta dei murales di Campobasso: gli studenti del liceo “Pieralli” in tour nel capoluogo. Accompagnati dalle guide dell’Associazione Malatesta, vero baluardo del Festival “Draw the Line”, i ragazzi hanno potuto ammirare le opere realizzate al terminal bus e nel quartiere San Giovanni.

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La street-art come preziosa metafora di riqualificazione, ma anche come opportunità di riflessione profonda sui temi sensibili della nostra quotidianità. Questa mattina ad ammirare i murales del terminal bus di Campobasso – e le altre opere realizzate nell’ambito del festival “Draw the Line” – sono stati gli studenti del Liceo di Scienze Umane “Pieralli” di Perugia, giunti nel capoluogo dopo aver fatto tappa a Matera.

Una giornata all’insegna dell’arte contemporanea e di quella urbana, per i ragazzi, che hanno potuto beneficiare della guida e delle delucidazioni di Nino Carpenito, responsabile dell’associazione “Malatesta”: “Abbiamo scelto il terminal ed i suoi muri come luogo di rappresentazione perché riteniamo doveroso portare l’attenzione sui luoghi fatiscenti della città, spesso dimenticati o addirittura abbandonati dalle amministrazioni. Il nostro obiettivo è stato quello di ricercare la bellezza anche in queste zone degradate, attraverso il legame con la cultura hip-hop e le sue declinazioni. Qui – ha spiegato Carpenito –  non ci sono solo opere street art e altre espressioni artistiche figurative, ma anche pezzi di puro writing”. 

Temi spesso forti, quelli rappresentati dagli artisti, capaci di penetrare in maniera incisiva anche nel dibattito pubblico locale e accendere i riflettori su questioni cocenti:  “Sicuramente c’è spesso un ancoraggio a  tematiche importanti, a messaggi forti, come nel caso dei murales di Blu. Ma, a tal proposito, è proprio questa la cosa interessante, che secondo noi è ricchezza: dinanzi a opere del genere, ognuno ha la possibilità di guardare e interpretare ogni dettaglio in base al proprio background e alla propria sensibilità. Ci sono murales capaci di indagare il legame tra la vita e la morte – continua il giovane “cicerone” dell’associazione Malatesta – di offrire un punto di vista critico sui tempi moderni e sulla gestione di problemi delicati, come ad esempio quello dell’ambiente. Non abbiamo mai voluto limitarci all’aspetto estetico, ma vogliamo stimolare riflessioni e accendere un dibattito produttivo per la comunità”.

Presente all’appuntamento anche Alessandra Salvatore, assessore alle Politiche sociali di palazzo San Giorgio: “È un’iniziativa importante perché è la prima volta che una scolaresca inserisce la città di Campobasso e le opere a cielo aperto che il capoluogo ospita, principalmente grazie all’associazione “Malatesta”, nel tour delle visite d’istruzione programmate.

Negli ultimi due anni, come amministrazione, abbiamo investito in un progetto di rigenerazione urbana e street-art come quello legato ai Misteri, che ci ha consentito di pubblicizzare ulteriormente l’esistenza di questa pinacoteca a cielo aperto grazie al circuito del Giovani Artisti Italiani”.

Entusiasta anche la professoressa Stefania Panza, docente del Liceo “Pieralli” : “Si tratta di una gita di istruzione particolarmente interessante, che ha visto nella prima tappa di Matera, capitale della Cultura, un focus sull’arte contemporanea. Qui a Campobasso, invece, possiamo ammirare i murales e la street-art, in un percorso come legato da i filo invisibile. È una panoramica che riguarda da vicino l’indirizzo di Scienze Umane, perché attiene non solo al tema della riqualificazione, ma anche alla costruzione di nuove identità”.

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