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Legna raccolta tutti insieme, preghiere e buon cibo: si riaccendono i falò di San Giuseppe foto

La legna raccolta nei giorni prima in città, il focolare acceso all’aperto che rischiara una notte altrimenti buia, persone di tutte le età che si raccolgono attorno al fuoco in segno di devozione: è questo lo spirito che ha animato, nella serata di ieri lunedì 18 marzo, i falò di San Giuseppe a Montecilfone.

Una festa molto sentita e ben radicata nella tradizione del paese arbëreshë che rappresenta un ritorno alle origini, ad un tempo in cui le famiglie, dopo una giornata di lavoro nelle campagne, si ritrovavano tutte insieme attorno al fuoco per mangiare, pregare e stare assieme.

Falò San Giuseppe

E ieri sera, i cittadini di Montecilfone hanno ripercorso questa strada accendendo i falò lungo le vie del paese, ascoltando buona musica e degustando un ottimo bicchiere di vino, preludio di una proficua primavera. E infatti questo rito segna proprio il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, mischiando assieme tradizioni cristiane e riti pagani.

La maggior parte dei fuochi che sono stati accesi sono stati realizzati da ragazzi giovani che cercano di tramandare questa tradizione alle future generazioni, esattamente come i loro nonni e genitori hanno fatto con loro. Raccogliere la legna per il focolaio è un vero e proprio divertimento: ci si dà appuntamento qualche giorno prima della festività e si raggiunge, tutti assieme, la zona dove, tronco dopo tronco, il falò inizia a prendere lentamente vita.

Falò San Giuseppe

Rientrati in paese con la legna, si attende la sera del 18 marzo per accendere i focolai che, a partire dalle 20.30, dopo la benedizione del parroco del paese, come tradizione comanda, colorano il buio della notte di Montecilfone e danno rifugio ai cittadini, in trepidante attesa di riunirsi per cantare e ballare fino a tarda sera. Rito che riviviamo con le splendide foto di Michele Berchicci.