Le vite degli altri, la proiezione della Banca del Tempo per le donne: “Vicini alla società” foto

Grande affluenza di pubblico alla sala Montefalcone della locale Cgil per la proiezione del film “Le Vite degli altri” del regista Henckel Von Donnesmarck, evento che la “Banca del Tempo Generazioni in …..tempo” realizza ogni anno in occasione della giornata internazionale della donna.

“Le Banche del Tempo sono molto sensibili alle problematiche sociali – afferma la presidente Teresa De Rosa – ed infatti la nostra associazione ha effettuato svariate iniziative riguardanti la violenza di genere anche se da un punto di vista innovativo che è quello della prevenzione alla violenza, sia in famiglia che su strada. Sull’argomento abbiamo realizzato un seminario di un’intera giornata aperto a tutti, al quale è seguita la stampa di un opuscolo, vademecum per ogni donna, che è stato distribuito capillarmente sul territorio”.

Film banca del tempo

Il giovane regista tedesco nel film, “Le Vite degli altri”, dirige una storia di dramma e spionaggio ambientata nel 1984 a Berlino Est che rappresenta anche un documento sui regimi autoritari (quello comunista nello specifico) che usano il controllo totale come forma di soffocamento delle idee.

Al centro della narrazione una coppia di artisti, drammaturgo di successo lui e famosa attrice la sua compagna, una donna fragile che viene annientata dal sistema, un sistema che riesce ad impossessarsi di tutto. E non solo il pensiero ma anche lo spazio diventa proprietà dello stato annullando così qualsiasi “intimità” del cittadino. Non c’è tortura ma semplice logoramento dell’uomo affinchè desista da qualsiasi proposito sovversivo e chiuda gli occhi davanti alle ingiustizie.

In un mondo in cui si è indottrinati a pensarla in un certo modo solo negli ambienti dell’arte e della cultura si riesce a sviluppare uno spirito critico e, venire a contatto con questo mondo, può far vacillare la fede nel “sistema” e capire che le “vite” sono amore e non distruzione, passione e non razionalità.

Film banca del tempo

Ne emerge sicuramente una critica all’impostazione dello stato della Ddr (la Repubblica Democratica Tedesca) ma il regista, nell’ultima scena ambientata dopo la caduta del muro, inquadrando una libreria intitolata a Carlo Marx, il padre del comunismo e quindi di tutto quello che è venuto dopo, ricorda come la Germania sia sempre stata e continua ad essere una cosa sola e cioè che il passato dell’Est appartiene anche all’Ovest.

“Sicuramente – conclude Teresa De Rosa – è un film profondo, intenso, importante sia a livello storico che artistico che possiamo definire di riflessione esistenziale”.