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Le opere di Pettinicchi trasferite nella ex ‘Casa della scuola’: “Saranno valorizzate di più”

La sede della ex primaria 'Enrico D'Ovidio', chiusa dopo le indagini di vulnerabilità dell'Università, ospita da gennaio la Bibliomediateca. E' destinata a diventare una galleria civica.

Le tele di Antonio Pettinicchi, uno dei più importanti pittori molisani, saranno trasferite dalla sede della Provincia di Campobasso alla ‘Casa della scuola’ di via Roma, destinata a diventare la galleria civica, punto di riferimento culturale nel capoluogo molisano.

Il ‘trasloco’ delle opere è previsto dalla delibera approvata lo scorso 8 marzo dalla giunta comunale. Delibera con la quale il Comune ha deciso di aderire al protocollo di intesa “per il trasferimento della collezione” che fino ad ora era stata sistemata presso gli uffici di Palazzo Magno. Una location che ha causato “varie difficoltà per la completa fruibilità delle opere d’arte da parte della collettività cittadina”, riferiscono dal Municipio.

Per questo il primo cittadino, che è anche il presidente della Provincia di Campobasso in carica, ha dato disponibilità ad ospitare nelle sale espositive della ex scuola ‘Enrico d’Ovidio’ le tele che fanno parte della collezione ‘La divina commedia’ “per valorizzarle maggiormente e consentire una più ampia fruibilità”.

A dare il via libera al ‘trasloco’ il Ministero per i beni e le attività culturali, attualmente proprietario dell’importante patrimonio artistico che fino al 2016 apparteneva alla Provincia di Campobasso. Quest’ultimo, a causa di una serie di difficoltà finanziarie che hanno fatto seguito all’entrata in vigore della riforma Delrio, ha stipulato quasi tre anni fa un accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Molise per il passaggio di alcuni beni. Tra questi anche la biblioteca ‘Pasquale Albino’ (chiusa da anni, ndr) e – appunto – le opere d’arte del maestro Antonio Pettinicchi.

Questa iniziativa consentirà di dare un’impronta più specificatamente culturale all’edificio che fino a un paio di anni fa fa ospitava le attività della scuola dedicata a ‘Enrico D’Ovidio’, matematico e politico italiano. Quello stabile è un pezzo di storia di Campobasso. Costruito tra il 1914 e il 1920, prima di diventare una scuola, il grosso stabile che si trova nel pieno centro del capoluogo molisano ha ospitato i prigionieri austriaci durante la Prima guerra mondiale e poi una scuola operaia per arti e mestieri.

Dopo le indagini sismiche dell’Università del Molise, le classi vennero spostate nella sede di via Gorizia. Da allora la casa della scuola è stata destinata dal Comune di Campobasso a galleria civica. Agli inizi di quest’anno nei locali di via Roma ha trovato ospitalità la bibliomediateca comunale, prima sistemata all’interno dell’istituto comprensivo Petrone di via Alfieri.