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Lavoro, tutela dell’ambiente e cultura dello stare insieme: in Alto Molise nasce il primo apiario di comunità d’Italia

A Castel del Giudice si terrà una nuova edizione del corso professionalizzante per diventare apicoltore, con un’importante novità. Nascerà il primo apiario di comunità d’Italia. Un’opportunità di lavoro per molti, ma anche un progetto dall'alta valenza sociale ed ambientale

Nasce il primo apiario di comunità in Italia e la sua sede sarà in Molise, precisamente a Castel del Giudice. Nel comune dell’Alto Molise infatti l’Amministrazione, in collaborazione con il Gruppo Apistico Paritetico Volape/Apam, con Legambiente Molise e con il GAL AltoMolise, ha aperto le iscrizioni per la partecipazione al corso professionalizzante per diventare apicoltore 2019.  Un corso, un’opportunità di lavoro, ma anche un progetto con alta valenza sociale oltre che ambientale.

Corso apicoltore Castel del Giudice

L’edizione di quest’anno del progetto formativo si arricchisce di una importante novità che fa del comune molisano un unicum in tutt’Italia: la realizzazione del primo apiario di comunità. «La necessità di trasferire ai neoapicoltori la cultura dello stare insieme come fondamentale leva di competitività è sempre stato argomento centrale nei nostri programmi formativi. L’apiario di comunità è lo strumento più adatto ad evidenziare lo straordinario effetto sinergico che l’aggregazione economica delle persone produce in termini di competitività» ha dichiarato Riccardo Terriaca, amministratore delegato del Gruppo Volape, promotore dell’iniziativa.

Gli apiari sono quei luoghi in cui vengono collocate le arnie di api. Lì il lavoro delle api è diretto e sorvegliato ed è finalizzato all’impollinazione, ed è per questo che nei dintorni dell’apiario devono trovarsi delle piante mellifere, quelle che forniscono il nettare alle api e che per tale motivo attirano gli insetti impollinatori.

La prova che le attività economiche possono essere assolutamente compatibili con le esigenze di tutela del territorio e dell’ambiente – ha ricordato Andrea De Marco, direttore regionale di Legambiente – «trova nell’apicoltura la sintesi perfetta. La simbiosi delle api con la natura è totale ed è un esempio di perfetta utilizzazione delle risorse naturali che non contempla la parola sfruttamento».

Sulle api infatti si basa molto dell’equilibrio dell’ecosistema. Oltre a produrre quell’amato prodotto che è il miele questi insetti, che ai più fanno paura per via delle loro punture, in realtà sono preziosissimi in quanto responsabili di un sesto di tutte le infiorescenze del pianeta. Grazie ad esse si deve l’impollinazione di almeno 400 diversi tipi di piante, alcune delle quali fondamentali in agricoltura e quindi nel sostentamento della nostra specie e di quelle animali. Le api sono difatti insetti impollinatrici che provvedono a diffondere nell’ambiente i semi delle piante. Il loro valore economico non è nemmeno stimabile. Tutti gli altri animali e insetti impollinatori contribuiscono – messi insieme – alla metà di quanto fanno le sole api. È per questo che è tanto paventata l’estinzione di questi insetti che costituirebbe un danno enorme, tale da mettere a repentaglio la vita stessa del pianeta.

Oltre a ciò, il settore apistico è in forte espansione e costituisce una grande opportunità professionale. Il professor De Cristofaro, direttore vicario del Dipartimento di Agricoltura, Alimenti e Ambiente dell’Università degli Studi del Molise e Presidente del Gruppo Volape, ha sottolineato proprio come «l’apicoltura può essere una opportunità di lavoro e di reddito nelle zone interne del Molise, che per essere colta in pieno deve essere affrontata con passione e competenza».

«Il corso di Castel del Giudice è solo l’inizio di un percorso che ruota intorno all’apicoltura e vuole dimostrare che anche in zone difficili come le aree interne del Molise, è possibile realizzare iniziative imprenditoriali competitive ed innovative, dove i termini di economia circolare e sviluppo sostenibile abbandonano le aule dei convegni e si traducono in azioni concrete». Queste invece le parole di Lino Gentile, il Sindaco di Castel del Giudice che aggiunge un ulteriore tassello alla straordinaria esperienza del piccolo comune molisano, dove l’innovazione, la voglia di intraprendere, la cultura dell’agire hanno consentito, già nel passato, il raggiungimento di risultati importanti come la riscoperta di Borgo Tufi e la produzione di mele biologiche tanto richieste all’estero.

Con soddisfazione, dunque, si può affermare che anche il piccolo Molise ha delle eccellenze, come il Gruppo Apistico Paritetico Volape che, proprio a partire dal Molise, ha avviato un progetto di tutela e sviluppo di un modello di apicoltura sostenibile che ha oramai sconfinato dal territorio regionale, diventando una significativa realtà nazionale con oltre 1900 apicoltori soci che allevano quasi 100mila alveari che, nel periodo primaverile, contengono più di 5miliardi di api che quotidianamente svolgono un insostituibile lavoro di impollinazione per la salvaguardia della biodiversità, un vero e proprio tesoro di cui beneficia l’intera società, rurale e non, come ha ricordato il cavaliere Domenico Calleo, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Molise che ha patrocinato l’evento.