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La lezione di accoglienza di Monacilioni che dà il benvenuto a Manuela, a Josè e ai loro 7 figli dal Venezuela

La numerosa famiglia venezuelana troverà ospitalità in Italia grazie all'impegno profuso dal Comitato Molise Pro Venezuela, dell'associazione Giuseppe Tedeschi e dalla comunità di Monacilioni. Domenica la cerimonia di benvenuto. Con la prospettiva anche di dare una mano, in termini demografici, a un paesino di sole 500 anime a forte rischio spopolamento.

Manuela, Josè Pastor e i loro 7 figli finalmente domani arriveranno in Molise scappando dall’inferno del Venezuela. Ad accoglierli ci sarà la comunità di Monacilioni che domenica 17 marzo darà loro un benvenuto ufficiale. Per loro si è provveduto a reperire un alloggio (di un privato) e tanti nel paese si sono adoperati per accogliere questa numerosa famiglia mettendo a disposizione mobili, vestiario e tutto il necessario. A fare il resto, con mesi e mesi di lavoro volontario, ci hanno pensato l’associazione “Giuseppe Tedeschi” e il Comitato Molise Pro-Venezuela che, grazie al fondamentale apporto della parrocchia di Santa Maria Assunta e del Comune, sono riusciti a sbloccare una situazione in stallo da tempo.

I volontari, tra cui il presidente Michele Petraroia che abbiamo contattato telefonicamente, si sono attivati anche in questo caso per far rientrare una famiglia che nel Paese sudamericano viveva una situazione di disagio estrema. Manuela, la madre di famiglia che tra poche ore arriverà in Molise, si era vista costretta a ritirare i suoi figli da scuola dato che non riusciva più a provvedere neanche al fabbisogno di cibo e vestiario.

Dovevano arrivare già a fine dicembre ma le procedure sono state più complicate del previsto trattandosi di ben 9 persone di cui una, il marito Josè Pastor, priva di passaporto italiano. Manuela invece, come tanti in Venezuela, ha origini italiane (i genitori erano di Bracciano e Roma) anche se lei è nata ed è sempre vissuta in Venezuela, dove si è sposata e ha avuto i suoi 7 figli che oggi hanno da 3 a 23 anni. Dopo tanti tentativi vani di rientrare in Italia attraverso associazioni ed Istituzioni del Lazio, la svolta è arrivata grazie all’associazione molisana, che finora ha sostenuto il ritorno in Molise di circa 350 persone, e che non se l’è sentita di chiudere la porta a questa richiesta di aiuto. “Non siamo voluti rimanere indifferenti e ci siamo rivolti a Monacilioni che, a suo tempo, fu l’unico Comune molisano a fare un Consiglio straordinario per proporsi come comune di accoglienza solidale per chi rientrava dal Venezuela”. Una comunità sensibile, forse perché ha conosciuto negli anni ’50 e ’60 un forte processo migratorio verso il Paese sudamericano e quindi in qualche modo predisposta ad accogliere chi ritorna. Da quella prima porta aperta ci sono voluti mesi e mesi di lavoro e di rete umanitaria con il Consolato degli Italiani a Caracas e il Ministero degli Esteri. Non secondario lo sforzo per reperire tutte le risorse economiche necessarie per le spese di viaggio e per la prima accoglienza della famiglia.

È grande il ringraziamento espresso da Michele Petraroia per la parrocchia e per il suo parroco, don Mauro Geremia. “Voglio sottolineare il coraggio e la generosità di questo giovane parroco che si è preso una responsabilità grandissima impegnandosi col Ministero a fare da garante per l’accoglienza di questa famiglia”. Non da meno l’impegno del sindaco Michele Turro, anche lui molto sensibile a riguardo, forse anche perché “suo padre emigrò in Venezuela”. E la comunità di Monacilioni, che ha già accolto 3 famiglie provenienti dal Venezuela, anche stavolta ha dimostrato di non voler voltarsi dall’altra parte di fronte ad una situazione drammatica. “Non è scontato oggi in cui prevale la paura, l’egoismo e si è poco propensi ad alzare lo sguardo e a rivolgere attenzione agli altri”.

Petraroia e gli altri si augurano che il Molise tutto dia una risposta concreta in termini di apertura e solidarietà. Paesi come Monacilioni, Guardialfiera, Trivento stanno facendo la propria parte ma quello che si spera di generare nel territorio è una mobilitazione ancora più grande. Quanti dei paesi dell’entroterra molisano si stanno spopolando e quante case vuote ci sono?, si chiede l’ex assessore regionale al Sociale. Di qui l’appello rivolto ai tanti comuni della nostra regione che, garantendo un alloggio gratuito – per lo meno per il primo anno – potrebbero fornire un aiuto prezioso a tante famiglie come quella di Manuela.

Senza considerare gli effetti a catena positivi che l’inclusione nelle nostre comunità di questi nuclei potrebbe generare. A Monacilioni, paese che conta circa 500 abitanti, “quando arrivò una famiglia dal Venezuela con due bambini tutto il paese fece festa”. Già perché in queste realtà, e sono molte in Molise, i bambini e i giovani sono sempre più rari. Invece la loro presenza potrebbe portare, ad esempio, alla creazione di nuove classi nelle scuole del territorio. Insomma nuova vita per dei territori che rischiano di scomparire. Nondimeno le donne e gli uomini accolti potrebbero essere valorizzati come risorse preziose, anche solo per processi di microeconomia. Sempre a Monacilioni una donna accolta tempo fa, con il titolo di infermiera, oggi va nelle case e aiuta gli anziani.

Sono in tanti, “sono sotto i nostri occhi ma spesso non riusciamo a vederli”. Vanno alla Caritas, nelle Parrocchie per essere aiutati. ‘Apriamo gli occhi’, questo in sostanza l’invito di Petraroia che ricorda come in Venezuela ci siano 35mila oriundi molisani, con quelli abruzzesi si arriva a 100mila. Stanno vivendo nel Paese guidato da Maduro una situazione catastrofica e che non accenna a concludersi. “Sono due giorni che sono senza corrente elettrica, riusciamo ad immaginare cosa possa succedere in un ospedale?”. Situazioni che ci appaiono distanti, che stentiamo a percepire ma verso le quali c’è bisogno di un vero slancio. “Costruiamo ponti per queste persone”.

Accoglienza famiglia venezuelana a Monacilioni

Manuela, Josè Pastor, Josè Manuel, Juan Pablo, Francisco Javier, Clara Maria, Antonio Josè, Juan Andres, Santiago Javier arriveranno domani sera all’aeroporto di Fiumicino. Un pulmino, alle cui spese si è provveduto anche grazie alla generosità di una ‘umile’ famiglia molisana, li porterà nel piccolo paese e lì, domenica 17 marzo alle 11.30, nella Chiesa di Santa Maria Assunta si terrà la cerimonia di ‘benvenuto’.  Al termine della funzione religiosa interverranno il Sindaco, il Parroco e i Volontari dell’Associazione “Giuseppe Tedeschi” e del Comitato Molise Pro Venezuela.

“Nonostante le difficoltà che assillano il Molise e il disagio sociale che tocca l’area del Fortore e la comunità di Monacilioni, si è scelto di non rimanere indifferenti all’appello di Manuela e della sua famiglia. Non sarà semplice gestire la loro accoglienza in un territorio alle prese con criticità croniche, ma la risposta alla crisi del nostro tempo non può che ricercarsi nella solidarietà e nella condivisione”.